Humandroid
di Neill Blomkamp.
con Sharlto Copley, Dev Patel, Ninja, Yolandi Visser, Hugh Jackman.
Voto 7

In un Sudafrica diviso tra normali (si fa per dire) e bande armate delle bidonville, la polizia schiera gli orecchiuti scout, agenti robot (ispirati al manga Appleseed) abbastanza educati alla guerriglia metropolitana. Questa è la storia delle trasformazioni dello scout 22, che esce sempre malconcio dagli scontri, su cui il creatore Deon sperimenta una vera intelligenza artificiale proprio quando una banda di deliquenti lo rapisce. Il pratica, il “robocop” orecchiuto (sì, c’è tanto Verhoeven  a cui Blomkamp strizza l’occhiolino già da prima di District 9: e questo film è l’evoluzione del primo corto, Tetra Vaal) con la nuova intelligenza diventa capace di apprendere come un bambino, ma come un bambino è impaurito. Così il robot nevrotico e perbenino (“chappie”) viene allevato dai cattivi per colpa della superbia dei buoni e si ritrova sul campo di battaglia come un adolescente bizzoso. Metà film fa tenerezza, l’altra metà è, come sempre in Bloomkamp, il momento del videogioco: fuoco, fiamme e qualche selvaggia efferatezza che hanno messo in ansia i censori. Per cui Humandroid (per noi europei seriosi) negli Usa è uscito come Chappie (sperando di intrigare i giocherelloni):  là è stato male accolto e qui si spera meglio, perché Blomkamp è matto come un cavallo, ma è anche un autore: passa da momenti disneyani a crudeltà da puro Verhoeven, e nel mezzo ci mette anche l’elemento educativo, per tornare con un volteggio al delirio delle sparatorie. Vediamolo nell’attesa che il maestrino si stabilizzi e ci dia l’Alien 5 di cui ormai si favoleggia.

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori