Alice Cooper, rock and saliva

1080
0

Sapete, tenere concerti rock a volte può essere tosto… fragoroso, entusiasmante, virile, pazzo, sexy… anche un po’ violento.
E io amo tutte queste cose del suonare live. Anche quando la situazione è un po’ fuori controllo, mi piace!
Ma c’è una cosa, avvenuta in tour con Alice Cooper, che… come dire… ha sorpassato la linea del “divertimento”.
In occasione del Monsters of Rock Tour 1995, stavamo suonando a Santiago, in Cile. La folla era pazzesca… calda, chiassosa… tutti pronti per del gran rock!
Dando uno sguardo al pubblico, risalta tutto quell’abbigliamento in pelle nera, come sempre.
Mentre ci avviamo sul palco, noto dei piccoli proiettili volare dal pubblico verso di noi. Dopo un secondo, realizzo che ci stanno sputando.
Chi pensa sia un’idea “cool”???
In seguito, ho imparato che è una sorta di rito o una tradizione che deriva dalla scena punk e/o trash metal. È un segno di rispetto… per così dire.
Ma da dovunque provenga, non fa per me. Preferisco che urlino “You guys rock!” (Siete grandi ragazzi!) o “Great gig man!” (Grande show!) oppure “Awesome concert” (Bel concerto)! o ancora “Well done chaps” (Ben fatto buon uomo)!
Comunque, io cercavo sempre di rimanere il più indietro possibile, vicino al batterista. Così avevo più tempo per schivare i missili di saliva che arrivavano nella mia direzione.
Ad un certo punto, Alice era girato verso la band dando la schiena al pubblico e colpendo il frustino sulla gamba come faceva ogni sera. Quando si è girato di nuovo verso il pubblico, sulla schiena aveva uno sputo verdognolo che gli penzolava dalla giacca di pelle.
Una parte di me voleva ricambiare lo sputo (ovviamente in segno di rispetto), poi però mi sono ricordato di essere un terribile “sputatore”. Non ho mai imparato bene come fare. Quando ero bambino, ogni volta che ci provavo, finiva sempre che mi sputavo addosso. Così ho pensato … meglio di no.  Meglio continuare ad usare le mie capacità di giocatore di dodgeball (è quel gioco dove il giocatore deve evitare di essere colpito dalla palla lanciata dai membri della squadra avversaria), ridurre al minimo il contatto con i fluidi corporei, e… non vedere l’ora di fare una bella doccia calda dopo il concerto.

CONDIVIDI
Stef Burns
Stef Burns è un chitarrista e cantautore californiano, nato a Oakland, nel 1959. La sua carriera è ricca di collaborazioni con numerosi artisti tra i quali Sheila E, Berlin (quelli di Top Gun), Narada Michael Walden, Michael Bolton, Y&T, Alice Cooper. Nel 1993 inizia una collaborazione con Vasco Rossi, poi dal 1995 anche per il live. Dal 2000 entra a far parte della band Huey Lewis & the News con cui tuttora suona incessantemente negli Stati Uniti ed in giro per il mondo. Da qualche anno Stef Burns ha intrapreso la carriera solista ed ha all’attivo quattro album in studio: Swamp Tea, Bayshore Road (scritto con il chitarrista acustico Peppino D’Agostino), World Universe Infinity (Dvd World Universe Infinity Live) che segna la svolta rock dell’artista ed il recente Roots & Wings (Ultratempo/Self), con il quale si presenta per la prima volta nella triplice veste di autore, chitarrista e interprete. Proprio per presentare il nuovo disco live, in primavera è in tour con la sua band Stef Burns League. Web: www.stefburns.com