The Fighters-Addestramento di vita. Amore è guerra

Lei vorrebbe essere Rambo, lui vorrebbe solo amarla. Manovre

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The Fighters- Addestramento di vita
di Thomas Cailley
con Adele Haenel, Kévin Azaïs, Antoine Laurent, Brigitte Rouan, William Lebghi
Voto 7

L’amore è sopravvivenza? O il contrario? Il film che induce questi pensieri – ed è sempre buona cosa, quando accade – si intitola The fighters-Addestramento di vita, esordio alla regia di Thomas Cailley, già pluripremiato (tre premi alla Quinzaine des Réalizateurs  del Festival di Cannes nel 2014 e tre César nel 2015, miglior attrice, miglior attore esordiente, miglior opera prima). Lui, Arnaud (Kevin Azais), resta orfano del padre e decide di dare una mano al fratello nell’impresa di famiglia. Più che vivere, si lascia vivere. Lei, Madeleine (Adele Haenel), studia economia e passa le sue giornate tra allenamenti fisici estremi e profezie apocalittiche. A loro modo, entrambi combattono nel difficile passaggio all’età adulta. Fino a che si incontrano. Madeleine è tanto bella quanto brusca nei modi, Arnaud ne è disorientato e, da subito, innamorato. Così decide di seguirla nel corso di addestramento militare che lei si accinge a fare. Illuminanti – per capire la diversità tra i due – sono le battute. Lei dice convinta, con fare imperioso: “L’ esercito è la prima forza di reclutamento” e lui risponde ridendo: “No, la prima è McDonald’s!”. Partiranno insieme per approdare nella splendida cornice delle Landes, in Aquitania. Inutile dire che il campo militare è una delusione per entrambi in quell’età in cui si cerca confusamente una dimensione e un posto nel mondo. Ma arriva l’amore, bello e travolgente, al ritmo dei percorsi a ostacoli (proprio perche’ l’amore stesso è un percorso a ostacoli!). E il viso di Madeleine si trasforma e si illumina – notevole la scena in cui si spalmano sul volto, vicendevolmente, il trucco mimetico.
A dispetto del titolo di distribuzione, che può essere fuorviante (l’originale è Les Combattants, piu’ morbido), vale la pena vedere questa storia di iniziazione, leggera e profonda al tempo stesso, ma anche tenera e romantica. Il finale è suggestivo ed esistenziale. E l’amore disarma.

 

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Mariatilde Zilio
Nata a Bergamo, laureata in Filosofia, giornalista. Vive a Milano dove lavora (ad Amica, Rcs). Su Spettakolo.it non troverete mai un suo pezzo su Woody Allen: è di parte perché lo adora, anche nelle sue cose peggiori.