Dopo il Tapiro, l’Ora del Rosario: Fiorello strega la provincia italiana

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Ha fatto tappa per due sere al Teatro Cantero di Chiavari L’ora del Rosario, il tour teatrale di Fiorello. Partito da Novara lo scorso 18 febbraio, il tour ha visto l’artista siciliano esibirsi in molte città di provincia: una scelta ben precisa quella di evitare le metropoli, alla ricerca di un’Italia spesso dimenticata dalle cronache, ma ancora a dimensione d’uomo.

A Chiavari, Fiorello non ha fatto certo vita da recluso: ha girato in lungo ed in largo la città, pubblicando foto su Facebook e Twitter, regalando selfie a chi lo incrociava ed incassando anche un Tapiro d’Oro da Valerio Staffelli di Striscia la Notizia. Per poi scatenarsi in teatro insieme alla band diretta dal maestro Enrico Cremonesi ed al trio vocale “I Gemelli di Guidonia“, scoperto durante Fuori programma, la sua trasmissione radiofonica su Radio Uno.

Ieri sera in platea c’era anche un suo vecchio amico, Claudio Cecchetto: a lui e a tutto il pubblico Fiorello ha regalato due ore di show da fuoriclasse. Un uomo nato per stare su un palcoscenico, questa è la verità.

Entra in teatro vestito da prete, poi inizia a scherzare sui suoi 55 anni. Pensa al testamento e chiede che il giorno in cui lascerà questa terra non gli venga dedicata una puntata speciale di Porta a Porta. Momenti di vita comune diventano gag esilaranti, siano una seduta dal dentista o la preparazione di un caffè. Duetta virtualmente con Mina ed inventa una strepitosa Albachiara cantata da Orietta Berti, mentre Vasco lo immagina dubbioso spettatore di un’opera lirica.

E’ un mondo di fantasia quello di Fiorello, ma che in certi momenti sembra più reale del reale. La musica è sempre protagonista, ma anche strumento per strappare l’ennesima risata: Eugenio Bennato in concerto o Tiziano Ferro che canta Sei forte papà di Gianni Morandi sono solo spunti per trascinare la platea in un vortice di risate senza fine.

Il pubblico lo ama e lo acclama, le risa finiscono spesso per sovrastare la sua voce. Chiude con un’altro duetto virtuale, quello con Tony Renis, una sentita Futura di Lucio Dalla (forse l’unico momento serio dello show) ed un video dei filmati girati in città. Ed in quel momento la prospettiva si rovescia: è la gente comune a diventare protagonista dello show, l’edicolante piuttosto che la barista. Ma senza nessuna presunzione filosofica: il pubblico è da sempre parte integrante dello spettacolo e Fiorello non fa altro che enfatizzare questo aspetto.

Due ore possono bastare: lo show trasloca ora in Calabria, prossime tappe l’1 e il 2 maggio a Cosenza.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.