Jericoacoara: paradiso brasiliano tra mare e dune di sabbia

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La prima volta che sono arrivata a Jericoacoara, oltre 10 anni fa, ci sono arrivata in in una notte di luna piena. L’ultima delle oltre 6 ore che la separavano da Fortaleza si percorreva a bordo di un pulmino aperto,con le panche di legno e i bagagli sul tetto. Il paesaggio era, ed è ancora, mozzafiato: dune di sabbia bianchissima, a sfiorare un mare tropicale mosso dalle onde e spazzato da un vento che la rende una delle capitali mondiali del kite surf e del wind surf.

Il panorama gastronomico, ai tempi, offriva ben poco. Carne dura (non come al sud del Brasile…), filetti di pesce, riso, fagioli e birra bem gelada. Ma quando il Washington Post l’ha decretata una delle 10 spiagge più belle del mondo, questo ex paesino di pescatori ha iniziato una lenta e costante evoluzione che, pur senza snaturarne la bellezza, ha attirato un numero sempre più elevato di visitatori. Si sono moltiplicate le pousadas (bed & breakfast alla brasiliana), sono fiorite le scuole di sport acquatici e il panorama della ristorazione ha raggiunto un livello molto elevato e decisamente inusuale per un paesino di dimensioni tutto sommato ridotte.

Oggi, ai pullman, si sono aggiunte le auto 4X4 che, in poco più di 4 ore, vi portano da Fortaleza a Jeri (come affettuosamente la chiamano gli abitanti del luogo). Per individuare la pousada ideale dove soggiornare, non cercate tra quelle più care ed esclusive, che spesso deludono le aspettative. Tra le migliori, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, c’è la Pousada Espaço Nova Era, gestita con cura e competenza da Virginia e dalla figlia Paola: due tra le prime italiane ad aver visto Jeri quando non esisteva corrente elettrica ne acqua corrente e a ad aver partecipato in prima persona alla sua crescita, sempre nel rispetto dell’ambiente. Lo dimostra il sensazionale giardino tropicale, disseminato di eleganti bungalow individuali con tutti i confort. La colazione, preparata ogni giorno con ingredienti freschi e genuini, è uno dei punti di forza della pousada: vi sentirete come a casa

Cosa c’è da fare a Jericoacoara? Prevalentemente vita di mare, intervallata da gite in buggy alle lagoas (laghi d’acqua piovana che si formano tra marzo e maggio) dove è possibile sdraiarsi pigramente in un’amaca a mollo nell’acqua, spizzicando qualche tira gosto, piccoli stuzzichini come polpettine di pesce o di formaggio, patata dolce fritta o striscioline di pesce impanato.

Lagoa do Paraiso
Lagoa do Paraiso

Se state per un tempo prolungato, informatevi sulle numerose lezioni di danza, acquagym, zumba,  capoeira, kite surf, wind surf e numerose altre discipline legate al corpo in movimento, che è possibile frequentare anche per un periodo limitato.

Tra fine novembre e inizio dicembre potete assistere alla manifestazione musicale Choro Jazz, un festival in costante crescita qualitativa, che riunisce ogni anno alcuni dei migliori musicisti brasiliani e non e che offre, durante il periodo in cui si svolge, lezioni gratuite di musica e canto.

Non ci sono strade asfaltate a Jeri, quindi lasciate pure a casa le scarpe da ginnastica o i sandali con i tacchi. L’unica calzatura con la quale riuscirete ad andare in giro sono le Havaianas, reperibili in innumerevoli fogge e colori in tutti i negozi del paese. E “ciabattando” sulla sabbia, è bello vagare per i numerosi negozietti di artigianato disseminati per le stradine, fermandosi ogni tanto a bere un’acqua di cocco, ricca di sali minerali.

Rua Principal - Jericoacoara
Rua Principal – Jericoacoara

La sera, come un rito collettivo, è tradizione recarsi sulla spiaggia di fronte al paese a vedere il pôr do sol: il tramonto. Chi ha buone gambe può farlo scalando la duna di sabbia per poi rotolare o correre giù, verso il mare, quando il sole è tramontato.

Acrobazie sulla duna di Jeri
Acrobazie sulla duna di Jeri

A quell’ora, in spiaggia, si radunano e si esibiscono gli allievi della scuola di capoeira, un’arte marziale creata  dagli schiavi africani trasportati in Brasile e molto popolare in tutto il Paese, praticata al ritmo del birimbao e degli strumenti a percussione.

Potete forse farvi mancare una caipirinha? Le più buone sono quelle delle baracchine sulla spiaggia, magari accompagnate da uno spiedino di queijo coalho, un formaggio locale, cotto al momento sulla brace.

Per la cena, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Qui ho mangiato uno dei migliori sushi della mia vita, al Kaze Sushi Bar. La proprietaria è una brasiliana di origine nipponica, fuggita da San Paolo in cerca di una vita meno stressante. Ma troverete deliziosi ristoranti di pesce e di carne che ora, con l’aumento della richiesta, è finalmente di ottima qualità. Uno dei migliori è il Tamarindo. Non mancano le pizzerie, i negozi di kebab (anche vegetariano), qualche ristorante italiano e molti locali fusion, vista la mescolanza (anche sentimentale) tra brasiliani e stranieri che, negli anni, ha dato vita a una comunità multietnica perfettamente integrata. Per citarne alcuni, il Pimenta Verde e il minuscolo ma delizioso Freddyssimo.

Ma le tradizioni più belle rimangono quelle legate alle abitudini locali, che prevedono la preparazione della feijoada per il pranzo della domenica, o della gita “fuori porta”, in un bosco di mangrovie a un’ora da Jeri, per mangiare i freschissimi granchi pescati sul posto, cotti in un sugo di latte di cocco, leggermente piccante.  Vestitevi con la peggior maglietta che avete, poiché saranno molti i pezzi di guscio che schizzeranno sotto i colpi del vostro martelletto per spaccare le chele…

Caranguejo - granchio
Caranguejo – granchio

Anche la vita notturna non manca, ma se volete provare qualcosa di davvero locale, non perdetevi una serata al Dona Amélia, un locale dove si balla il forró, originario del nordest del Brasile.

I vostri giorni a Jericoacoara saranno sempre troppo brevi. Purtroppo quello che non potrete evitare è lo struggente senso di nostalgia che, inevitabilmente, vi prenderà quando, percorrendo la strada del ritorno, vi lascerete il paese alle spalle, il mare a sinistra e le dune intorno, popolate da pigri asinelli che vi guardano andare via.

 

L’IDEA DA PORTARE A CASA: TARTARE DI BRANZINO IN GUSCIO DI AVOCADO.

Uno dei pesci più diffusi, in Brasile, è il robalo; ed è con questo pesce che è stata realizzata la fotografia del piatto. Ma voi scegliete pure un branzino, possibilmente non d’allevamento, sfilettato e condito semplicemente con olio, limone, sale pepe, capperi tritati e qualche fettina sottile di cipolla di Tropea. Ricordatevi di pulire l’avocado poco prima di servire e di spruzzarlo con un po’ di limone, per non farlo ossidare.

Tartare di branzino in guscio di avocado
Tartare di branzino in guscio di avocado

 

 

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Ivana Masiero
Da sempre amante e cultrice della buona cucina, grazie a una continua formazione e a una ricerca personale, ha intrapreso da alcuni anni la professione di cuoca a domicilio, dando vita a ricette che uniscono tradizione e innovazione (www.cuocacasa.com). Viaggiatrice appassionata, non manca mai, nel corso dei suoi soggiorni in Italia e all’estero, di ricercare ingredienti locali e, dove possibile, cucinarli sul posto. A volte infilandosi nella cucina di un ristorante ad Hong Kong, altre acquistando i prodotti al mercato e inventando cene sfiziose ovunque si trovi. A Milano, ha frequentato il corso di alta cucina presso l'Istituto di Cultura Enogastronomica Altopalato e i corsi dello chef Sergio Mei, presso l’Hotel Four Seasons. E’ consulente per l’ideazione dei menù del ristorante italo-baiano "Marinata" di Salvador de Bahia (Brasile), oltre che vincitrice di numerosi concorsi legati a Gambero Rosso Channel.