Dalle bacchette alle matite

185
0

E’ un’esperienza speciale quella che si vive quando hai la possibilità di trasferire la tua creatività su più fronti all’interno della realizzazione di un disco. Nel mio caso l’arte visiva, il disegno e l’amore per la grafica sono cresciuti di pari passo con la musica e si sono ufficialmente incontrati e contaminati nel momento in cui oltre che a occuparmi delle ritmiche, fui chiamato in causa per realizzare la copertina del disco nel quale stavo suonando.

I primi esperimenti risalgono all’inizio degli anni ’80, ma il vero debutto ai “piani alti” avviene con Ligabue.

Per lui nel tempo ho realizzato le cover dei suoi primi quattro album e nei quali ho suonato con i Clan Destino.

Veder nascere e crescere un album dall’inizio è davvero un punto di osservazione privilegiato, perché realizzare una copertina a disco finito, non ti permettere di avere la stessa percezione di tutto quello che lo ha determinato, dallo sviluppo di musica e testi per passare alle dinamiche creative e umane dell’artista e dei musicisti coinvolti durante le sessioni di registrazione.

Prendo ad esempio il terzo album “Sopravvissuti e Sopravviventi”.

Il concept iniziale aveva come riferimento una compagnia teatrale d’altri tempi, e nel mio immaginario poteva ricordare certi piccoli scalcinati circhi di fine secolo e anche qualche eco del film “Freaks” del 1932 di Tod Browning.

Il lavoro in studio di registrazione procedeva senza intoppi, e Luciano era mio costante interlocutore nel processo creativo della grafica dell’album.

Il titolo originariamente doveva essere: “La Filodrammatica Ligabue presenta Persi, Personaggi e Interpreti” e questa sua idea iniziale diede l’imput per il clima che la copertina mantenne anche quando decise di cambiargli titolo. Per questo motive il primo bozzetto da me disegnato porta questo nome.

bozzetto sopravvissuti e sopravviventi-2

prova-logo-1 prova-logo-2

 

Prima ancora di passare alle matite però ci fu una fase in cui dovemmo scegliere l’animale nel quale ognuno di noi si riconosceva.

Questo volle dire per me fare una serie di bozzetti con le diverse teste di uno zoo in via di definizione.

studio-maschere1

Fatta la scelta di che “bestia” voler essere, iniziò la fase di realizzazione delle medesime, che affidai ad una amica burattinaia (Monica Franzoni).

maschere 3 maschere 1

Si trattava poi di trovare la giustra location dove ambientare la fotografia, che cadde sul convitto Rinaldo Corso, che possedeva al suo interno un antico teatrino in disuso, la dove prima del 1783 risiedeva un convento dei Domenicani. L’idea venne a Luciano chef u in grado di recuperare anche gli strumenti bandistici pensati per lo scatto realizzato da Giansi Campagnoli (già autore della foto del nostro primo videoconcerto: “Dal Vivo”). Lo step successive fu l’ideazione del logo legato al nuovo album, cosa che era già avvenuta per “Lambrusco Coltelli Rose e Pop Corn.

Il taglio che diedi alla grafica fu volutamente “cupo”, con due scorpioni che lottavano all’interno di un cerchio di formiche, manifesto di quello che il disco raccontava, la lotta quotidiana del vivere, ma anche qui prima di arrivare alla scelta finale ci furono bozzetti su bozzetti.

logo-definitivo

Accolto con sconcerto da critica e fans, “Sopravvissuti e Sopravviventi” è diventato oggi il vero album di culto della discografia di Ligabue.

 

I due dischi che vi consiglio sono
dico x spettakolo 1 dico x spettakolo 2

CONDIVIDI
Gigi Cavalli Cocchi
Batterista di Ligabue dal 1989 al 1994, ha fatto con lui 4 album e 300 concerti compresi i 2 “Campovolo”. Con i Clan Destino ha inciso 2 album; entra poi nei C.S.I. di Ferretti e Zamboni per 6 anni, realizzando l’album del loro primo disco d’oro Tabula Rasa Elettrificata e altri 3 dischi. Nel 1998 forma i Mangala Vallis, uno dei gruppi più importanti del nuovo rock progressivo italiano. Dal 2004 al 2011 suona e incide con Massimo Zamboni, 4 album. Dal 2009 fa parte della folkrock band Lassociazione, 3 album pubblicati. Ha condiviso lo stesso palco o progetti con numerose star italiane e internazionali. Affianca da sempre all’attività di musicista, quella di disegnatore e grafico, sue le copertine dei primi quattro album di Ligabue, ma ha realizzato cover anche per Stadio, Teresa De Sio e Nomadi.