G4. Sotto la pelle dell’LG

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A un anno circa dalla presentazione del fortunato G3 – da molti  considerato il miglior smartphone Android sul mercato – LG, stretta tra il successo planetario dei Galaxy 6 Samsung e in vista dell’arrivo dei prossimi iPhone (annunciati per settembre) rilancia con il G4 che sarà disponibile  in Italia a Giugno a un prezzo di partenza molto interessante: 699 euro con memoria integrata di 32 GB (espandibile tramite microSD fino a 128 GB). Il biglietto da visita del nuovo smartphone coreano è la raffinata cover in pelle in tre colori (Brown, Black e Red) che nasconde caratteristiche tecniche da vero top di gamma. A cominciare dal  display IPS Quantum da 5.5 pollici che ha un  profilo appena arcuato con risoluzione Quad HD (2560 x 1440 pixel con una densità di 538 pixel per pollice).
Molte le novità per quanto riguarda le immagini:  la fotocamera sul retro -utilizzabile anche in modalità completamente manuale- è da 16 megapixel (quella del G3 ne aveva “solo” 13) con lenti f/1.8  mentre quella frontale è da 8 megapixel con apertura f/2.0. Inoltre il nuovo G4 è dotato di sensore dI spettro di colore a infrarossi, autofocus al laser e ha uno stabilizzatore ottico di immagine (OIS) che migliora notevolmente l’angolo di correzione facendolo passare da 0.5 (valore offerto dal G3) a 0.7 con il risultato di ridure al minimo l’effetto tremolio e rendere le immagini più fluide e naturali. Il sistema operativo è Android 5.1 Lollipop con interfaccia utente LG UX 4.0, mentre il processore è Qualcomm Snapdragon 808 exacore a 64-bit con 3GB di Ram. Completano la dotazione GPU Adreno, connettività LTE , WiFi, Bluetooth 4.0, NFC, DLNA, WiFi Direct, A-GPS con GLONASS.  Il nuovo G4 ha una batteria Li-ion da 3.000mAh rimovibile, pesa 157 grammi ed è disponibile anche con cover non di pelle nelle varianti Metallic Grey o Ceramic White.

 

 

 

 

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.