Se telefonando

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by Mauro Balletti

“Lo stupore della notte, spalancata sul mar, ci sorprese che eravamo sconosciuti, io e te… “. Il cellulare squilla più volte. Rispondo e, dall’altra parte, silenzio.

Ho sempre preferito arrivare in ufficio molto presto al mattino ed andarmene via molto tardi la sera. Questo accadeva ogni qualvolta ero a Milano e non all’estero o in giro per il nostro Paese. Ricordo, permettendomi una divagazione, che un venerdì sera, dopo aver salutato tutti i miei collaboratori, che uscivano dall’ufficio per dedicarsi al meritato week end, io mi fermai ancora un po’. Poi, il sabato mattina partii per New York, una volta arrivato feci una passeggiata per la 5th Avenue, poi a cena e quindi ad uno spettacolare concerto dei Rage Against the Machine. Al mattino della domenica una breve convention con molti artisti e vari colleghi. Quindi pranzo e, dopo, sempre sulla 5th Avenue a seguire una parata. Quindi, ripartenza per Milano. Lunedì mattina ero di nuovo in ufficio prima di tutti, dato che l’aereo arrivava alle 7.00.

Il fatto di arrivare prima ed andarmene tardi, mi permetteva di affrontare alcuni impegni con maggior concentrazione, rispetto alla turbolenza del corso delle giornate, estremamente frenetiche. Nel relax totale mi dedicavo ad ascoltare musica, soprattutto quella per la quale qualcuno era in attesa di un parere, inoltre facevo le  telefonate “delicate”, rispondevo a varie mail, e riuscivo ad organizzarmi la giornata stessa o quella seguente.

In una di queste sere di tarda tranquillità, ad un certo punto, squillò il cellulare più volte. Risposi e dall’altra parte, silenzio. Mi rimisi al lavoro, ma dopo un’istante il cellulare riprese a squillare: “Pronto… pronto… c’è qualcuno?” … Silenzio … “Prontooooo…” … Nessuno. Cercai di concentrarmi nuovamente sul lavoro che stavo facendo. Ma ecco che ripartì il tema musicale del mio telefono, “Gimme Shelter” degli Stones, talmente gradevole che a volte dimentico di rispondere per ascoltarlo. Non questa volta. Risposi piuttosto irritato:-

-“Pronto, pronto porca (…), chi parla?”…

Finalmente una voce si fece timidamente sentire e con estrema gentilezza ed educazione disse :

Mina bn

-“Buonasera sono Mina…”

ed io di rimando, un po’ irritato -“Certo e io sono John Lennon… Ma chi è? Cosa vuole?”…

-“Mi scusi, sono veramente Mina, mio figlio Massimiliano mi ha dato il suo numero e mi ha detto che potevo chiamarla”…

Ma come ho fatto a non accorgermene, poche parole eppure sembrava cantasse, con la sua voce limpida, elegante, eterna …

-“Ooops mi scusi lei. Non me l’aspettavo”… ero ovviamente mortificato

-“Non si preoccupi Massimo, mi succede spessissimo”.

Riesco ad immaginarmi ogni telefonata di Mina con chiunque non abbia confidenza con lei: “Buonasera sono Mina” e pinco pallo sbatte giù il telefono o quantomeno le risponde: “E io sono Battisti, vuoi un mio brano nuovo?”. La conversazione, dopo le  citate spiegazioni, continuò in modo sereno e tranquillo su temi  professionali. Ebbi modo di raccontare l’episodio anche a Massimiliano Pani, il figlio di Mina, con cui avevo un buon legame d’amicizia, e, sorridendo, mi aveva confessato che, spesso, le risposte sconfinano anche nella volgarità più imbarazzante.

Successivamente, con Mina, ci siamo sentiti e risentiti ed anche incontrati più volte, anche se, ad ogni telefonata anzichè dire “Sono Mina”diceva “Sono la mamma di Massimiliano”, A quel punto uno ci impiegava qualche secondo a realizzare con chi stava parlando. Ma l’episodio della prima telefonata lo trovo fantastico .

Credo che oggi, abituati alle varie telefonate a sorpresa di Papa Francesco alla gente comune, qualora dovesse squillare il mio telefono e dall’altro capo mi dovessero dire “Hallo, Obama speaking…”, farei molta attenzione e, cercando di essere molto gentile ed educato, risponderei: “Hallo Barack, how are you?”

 

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.