Folk lirico e grande voce: Kim Erickson

Belle canzoni, una grande voce limpida, pulita, espressiva, capace d'interpretare, scandire, passare dal sussurro al gorgheggio in un battito di ciglia, ecco il folk lirico di questa brava autrice canadese.

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KIM ERICKSON

THE RAVEN’S WING

(Route61)

Voto: 8

 

Album intriso di velata malinconia, questo della canadese Kim Erickson, alle spalle una solidissima carriera musicale, iniziata nel 1978 con un tour nazionale al seguito di Joan Armatrading e sviluppatasi negli anni come performer, compositrice e direttore musicale per progetti radiofonici e teatrali, fino al CJ Arts and Heritage Award for Media and Performance Art ricevuto nel 2008. Ma, curriculum vitae a parte, in questa raccolta di canzoni la signora sciorina doti notevoli come autrice di un coltissimo “folk lirico” che raduna in sé il songwriting cantautorale del folk, la strumentazione portante della musica classica (pianoforte e violini, una chitarra rigorosamente acustica, massimo due) e il modo di suonarla in chiave folkish, quando non addirittura jazzy, pur rimanendo smaccatamente d’impostazione classica.

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Aggiungete al tutto una voce che, come madame apre un po’ di più la boccuccia, rischia di bruciare le piume di coda ai passeri sui rami degli alberi circostanti nel raggio di qualche miglio, e avrete un quadro ben chiaro di cosa possa mai contenere l’album. Tenendo anche presente che in un brano mette in musica un passaggio da “La Tempesta” di Shakespeare e tralasciando di menzionarne, oltre a potenza ed estensione vocale, anche le notevolissime doti interpretative in ogni brano. Musica fortemente evocativa che, per ammissione della stessa Kim, fa da cornice a storie d’amori perduti e sulla passione per i panorami naturali dei grandi spazi aperti come la Thunder Bay dove Kim Erickson è nata e ha messo su famiglia. “La cultura dell’essere se stessi”, il tessuto della musica folk. E, ci credereste? Pur essendo il vecchio rockettaro incallito che sono, non ho minimamente sentito la mancanza di una chitarra elettrica che una in tutti gli ascolti fatti. Sarà l’età?

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Fulvio Bacci
Fulvio Bacci è nato, vive e lavora a Milano. È appassionato di storia, in particolare medioevo, e musica, cinema, lettura, basket, rugby, Irlanda e Scozia. Canta nella rock band milanese Minshara. Non è sposato e non ha figli. Si diletta di scrittura ma proprio perché non ha niente di meglio da fare. Fumatore accanito. Non ha soprannomi tranne "Ginocchio". Ha amici molto spiritosi.