E’ morto B.B. King, il re del blues

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Se n’è andato uno dei padri del blues: B.B. King. E’ morto nel sonno, questa notte a Las Vegas, a 89 anni. Già negli ultimi mesi, il chitarrista era stato ricoverato più volte per disidratazione e, recentemente, per un arresto cardiaco.
B.B. King è stato probabilmente il simbolo più autentico di un intero genere. Cavalcando un secolo, dai campi di cotone al successo planetario, Riley B. King (questo, il suo vero nome), riuscì ad avvicinare generazioni di chitarristi al suo blues.
Nato il 16 settembre del 1925 a Itta Bena (Mississippi), il primo passo per il riscatto sociale lo compì da bambino, iniziando a cantare in un coro gospel. Da lì, una carriera tutta in salita, fino a quando arrivò a suonare dal vivo alla radio di Memphis WDIA: fu da quel momento che iniziò ad adottare lo pseudonimo di B.B. King. Intensa attività live, una produzione sterminata, con ben 41 album in studio, e canzoni che rimarranno per sempre nella storia del blues: sono questi gli elementi che renderanno la carriera di B.B. King immortale.
Una vita vissuta sempre al massimo non solo con le sei corde, ma anche nella sfera privata, basti pensare che nei suoi 89 anni B.B. King ebbe un numero imprecisato di figli: tra gli otto e i sedici. Ma l’amore più grande certo rimase sempre quello per la sua chitarra: la sua Lucille, come l’aveva soprannominata lui.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.