Il primato del disegno. A Brera. Accostamenti

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Sironi, disegno di preparazione per Paesaggio urbano

È in corso a Milano, fino al 19 luglio, una piccola, meravigliosa mostra. Semplice e appagante. È da quando mi sono trasferito a Milano che l’aspettavo. Sì, perché è una mostra profondamente connaturata alla città. Si tratta di Il primato del Disegno, sottotitolo: I disegni dei grandi maestri a confronto con i dipinti della Pinacoteca di Brera. A Brera – museo che vale sempre una deviazione, come non mi stancherò mai di dire –sono esposti una settantina di disegni che dimostrano, per davvero, il primato di questa tecnica.
Molto ben allestiti – ogni didascalia fa riferimento al dipinto di cui si propone il confronto con piccola foto e rinvio alla sala dove è esposto – si trovano nelle prime sale del percorso museale della pinacoteca. E alcuni disegni sono belli quanto – se non più – i dipinti poi realizzati.
La scelta è sontuosa: un disegno di Pisanello a confronto con lo stupendo polittico di Gentile da Fabriano, un Compianto sul Cristo morto di Bellini insieme a uno dei più bei quadri della pinacoteca, la Pietà. E poi Veronese, un Leonardo dalla collezione di Lamberto Vitali, Boltraffio, Bramantino, i Campi. Gli studi di Raffaello per lo Sposalizio della Vergine.
La qualità di Brera è tale che ogni visita nasconde una sorpresa: prima di vederlo a fianco del disegno Ritratto d’artista non mi ero mai accorto quanto fosse bello il Ritratto di Gentiluomo di Tanzio da Varallo. E spesso in una visita che si concentra sui capolavori può sfuggire la grazia e l’eleganza della Santa Caterina d’Alessandria di Pietro da Cortona o del Carro di Apollo di Appiani.
La qualità non diminuisce nell’arte del Novecento. L’Autoritratto di Umberto Boccioni – una tempera e pastello prestato dal Castello Sforzesco – non è meno bello del celebre Autoritratto presente nella pinacoteca. E la Natura morta di Morandi, una delicata matita rossa sul retro della carta intestata della casa editrice Valori Plastici, rende onore a uno dei più bei dipinti dell’artista. Per finire un inchiostro di Sironi: un Paesaggio urbano studio per il dipinto conservato a Brera. Stupendo.
Insomma, una mostra intelligente, un esperimento da ripetere cercando di valorizzare le meraviglie conservate nei depositi dei musei della città. Da vedere. Assolutamente.

Sironi, Paesaggio urbano, 1920
Sironi, Paesaggio urbano, 1920

 

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Gabriele Miccichè
Lavora nell’editoria dal 1977. A Palermo nella casa editrice Sellerio fino al 1984, poi a Milano presso Gabriele Mazzotta. Dal 1989 è socio e art director dello studio editoriale Ready-made. Le sue passioni sono la letteratura, la grafica, l’arte urbana (ha organizzato mostre sulla net-art e sui writers). Ha pubblicato Giambattista Bodoni e l’arte della tipografia (Edizioni Università IULM, Milano 2013). Collabora con le riviste Bell’Italia e Bell’Europa.