Cannes giorno 5. Carol, ginocchi, amori e fantasmi

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Carol

In concorso. Mon Roi riguarda un ginocchio. La regista Maïwenn è stata una top model e con Polisse quattro anni fa a Cannes ha preso il Premio della Giuria. L’attrice Emmanuelle Bercot riappare al Festival per la seconda volta (era nel film di apertura A Tête Haute). Mon Roi è la storia di un amore aggiustato, nella memoria, in parallelo con la cura per riabilitare un ginocchio dopo un infortunio. Carol di Todd Haynes, il primo piccolo scandalo del Festival, è tratto dal secondo romanzo The Price of Salt, pubblicato da Patricia Highsmith (la prima volta) sotto lo pseudonimo di Claire Morgan (aveva appena visto Sconosciuti in treno diventare Delitto per delitto firmato da Hitchcock) e narra l’amore tra una signora bisex e una ragazza nella New York anni Cinquanta. L’ispirazione,  pare,le  venne dalla visione di una signora che mentre entrava nei grandi magazzini (in cui lavorava a quel tempo la Highsmith) sembrava emanasse luce . Per l’occasione a Cannes la protagonista Cate Blanchett sembra abbia fatto outing. Un outing marketing?
Al Certain Regard oggi tocca al croato The Hig Sun di Dalibor Matanic: tre storie d’amore in trent’anni in due villaggi balcanici legati da odi atavici. E poi fantasmi: Journey to the Shore del giapponese Kurosawa Kiyoshi racconta il ritorno di Yusuke, morto annegato, che si ripresenta a casa e la moglie Mizuki non è per niente perplessa. Anzi è disposta a seguirlo in un viaggio verso l’altra riva…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori