Luca Madonia: «Con il mio nuovo album indago l’intimo umano»

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A quattro anni dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo, dove presentò L’alieno in coppia con Franco Battiato, e a due dalla reunion dei Denovo, per celebrare i trent’anni di carriera della band, Luca Madonia torna sulla scena discografica con un nuovo album di inediti: La monotonia dei giorni. Ad affiancarlo, due tra gli artisti più importanti della sua carriera: Carmen Consoli, reduce da un tour nei palazzetti durante il quale lo stesso Madonia è stato ospite, e Toni Carbone, produttore ed ex bassista dei Denovo.
Un disco analogico, dal gusto un po’ vintage, come ci racconta lo stesso Madonia. Un concept album dalla funzione quasi terapeutica: viaggio nei sentimenti per scandagliare l’animo umano ed indagarne emozioni e debolezze.
Ne abbiamo parlato con Luca Madonia.

Questo disco nasce addirittura nel 2012. Che cos’hai fatto in questi 4 anni?

Nel 2011 ho partecipato al Festival di Sanremo con Franco Battiato, presentando L’alieno, e Carmen Consoli ha cantato con noi nella serata dedicata ai duetti. Fu in quell’occasione che nacque l’idea di realizzare questo nuovo disco, a cui abbiamo iniziato a lavorare nel 2012 con estrema calma. L’anno successivo ho festeggiato il trentennale dei Denovo, il gruppo con cui ho iniziato la mia carriera. Abbiamo pubblicato il disco Kamikaze Bohemien, di conseguenza la mia attenzione si è spostata su quel progetto.
Il 2015 era l’anno giusto per fare uscire il mio nuovo disco. Quindi, finiti i festeggiamenti per il trentennale, mi sono messo a lavorare seriamente: l’ho finito, mixato, masterizzato ed eccomi qua!

Ti piace la definizione di album delle piccole cose?

Sì, è proprio questo: si tratta di uno sguardo sull’intimo umano. Credo che per capire il malessere che spesso accompagna la nostra vita, schiacciata dalla consuetudine, sia necessario indagare i nostri sentimenti. Con questo disco ho cercato di cogliere gioia e dolori dell’esistenza, soffermandomi sui rapporti umani. Anche perché la società tutta nasce proprio dai sentimenti. Il mio è un concept album: questa è la chiave di lettura più corretta.

In questo album hanno lavorato con te i due artisti con cui, insieme a Franco Battiato, hai collaborato più spesso nel corso della tua carriera: Carmen Consoli e Toni Carbone.

Questo disco è nato all’insegna dell’amicizia. Con Carmen sono legato da un rapporto vero e abbiamo un’affinità totale in moltissime cose. Lo stesso, naturalmente, lo posso dire di Battiato, che conosco ormai da oltre 25 anni. Quanto a Toni Carbone, è stato il bassista dei Denovo, mentre ora fa il produttore, quindi si tratta di una persona con la quale ho condiviso buona parte della mia vita.
Insieme a Toni ho creato questa sonorità un po’ vintage. E’ un disco come quelli di una volta: strumenti veri, amplificatori valvolari e mixer analogico. Abbiamo voluto accantonare per un po’ il digitale che, pur avendo reso la vita più semplice ai musicisti, ha dato ai dischi un suono più freddo e distaccato.

Dopo il disco dell’anno scorso, è possibile pensare a una nuova occasione per rivede i Denovo insieme?

Quello dei Denovo è un capitolo aperto e chiuso allo stesso tempo. Per il momento, non abbiamo progetti in vista, però quando ci siamo incontrati per il trentennale è stato molto piacevole. Abbiamo partecipato a diversi eventi, per promuovere il disco, e siamo in ottimi rapporti. La nostra è una storia in stand-by: ora non stiamo pianificando niente, ma in futuro non si può dire. Ogni tanto capita di ripensarci su e ritrovarsi per fare musica insieme.

Capitolo solista: cosa c’è nel futuro di Luca Madonia?

Per il momento c’è il disco, che è stato accolto molto bene da critica e pubblico, e di questo naturalmente sono felice. Tra l’altro, sono stato ospite di Carmen Consoli durante tutto il suo tour nei palazzetti e, oltre a questo, ho fatto molta promozione dell’album.
Quanto al futuro, mi auguro di continuare ad avere ancora gli stimoli per fare questo mestiere. Io sono un privilegiato, perché faccio il musicista da oltre trent’anni, ed è una cosa che ho sempre amato. Quindi spero solo di continuare ancora a lungo ad avere la curiosità di scrivere canzoni.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.