Animali nella Grande Guerra.

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Gli animali nelle guerre del passato erano parte “naturale” del teatro bellico: le guerre del passato si facevano nelle campagne.
Gli animali nelle guerre moderne sono stati sostituiti da macchine, soprattutto per spostare uomini e armi.
Le macchine delle guerre future si stanno ispirando agli animali: robot che sanno usare le zampe come i muli, che strisciano come cani nei campi minati, che sanno sentire i gas, droni che volano in spazi ristretti, strutture che nuotano in silenzio come avessero pinne e non motori.
Nella guerra di mezzo, la prima guerra mondiale, la Grande Guerra per l’immaginario collettivo, dove alla società agricola  subentravano la società industriale e la tecnologia, e in sostanza si sperimentava su scala di massa la distruzione con gli stessi criteri della produzione, gli animali hanno un ruolo che viene dal passato ma si adegua al nuovo: sono “umanizzati” nel senso di usati come operai-soldati. Nel documentario Animali nella Grande Guerra diretto da Folco Quilici su soggetto di Mario Rossini, immagini edite e inedite tratte dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce, Cineteca del Friuli e British Pathè mostrano leve equine, requisizioni e militarizzazioni di cavalli, che è la cosa più ovvia, ma anche requisizione di cani riaddestrati per i campi minati, il traino slitte e le funzioni di supporto medico, a cui si aggiungono i muli (senza i quali sarebbe stato impossibile portare così in alto la guerra sulle montagne), e l’uso dei piccioni viaggiatori per le comunicazioni. I colombigrammi forse fanno sorridere, ma oltre ad essere un buon antenato dell’email,  il colombo era l’unico messaggero che sapeva ritrovare la strada della base… Il documentario di Quilici affronta anche la convivenza tra umani e animali sul fronte, quella di guerra e quella dell’igiene: il peggior nemico del fronte interno, nelle trincee, sono i parassiti, le pulci, i pidocchi, i ratti.
Il docu, presentato al Trento Film Festival, dopo un passaggio nelle sale sarà programmato da Rai 1 nell’ambito delle commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale.

 

 

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Redazione
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