Cannes giorno 6. Leggi di mercato e allucinazioni

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La Loi du Marché

Siamo al sesto giorno di concorso. Tocca a La Loi du Marché di Stéphane Bizé, che fin dal titolo dice che affronterà il  rapporto tra l’individuo e le leggi non scritte dell’economia che lo possono stritolare. In questo caso è il cinquantenne Vincent Lindon che la disoccupazione porta ad accettare un ruolo di responsabile della sicurezza in un supermercato. Ovvero, spiare i colleghi o tornare a spasso?
Louder Than Bombs di Joachim Trier (non sappiamo se il titolo sia stato preso in prestito dall’omonimo album degli Smith o dalla storia), racconta di una reporter di guerra che viene raggiunta dopo anni da un segreto del suo passato. Pare che la sceneggiatura scritta da Trier e da Eskil Vogt abbia una piega alla Rashomon di Kurosawa: per ogni personaggio la verità è diversa…
Fuori concorso lo psychocartoon Inside Out di cui vi abbiamo dato anticipazioni qui

Inside Out
Inside Out

Un Certain Regard offre agli aficionados  Cemetery of splendour, il nuovo Apichatpong Weerasethakul. Difficile anticipare, dopo gli ultimi film, se siamo ancora nel cinema o piuttosto in un’installazione di arte contemporanea (territorio che Weerasethakul affronta spesso). Ci propone una storia di soldati colpiti da una malattia del sonno e di un’infermiera che mentre accudisce un paziente solitario incontra due fantasmi che le parlano di un cimitero di re nascosto sotto l’ospedale. Sogni, allucinazioni, fantasmi e fosfori verdi nella giungla di notte sono una specialità del maestro tailandese…
Viene dal messico l’altro CR,  Las elegidas di  David Pablos, considerato dai puri e duri il nome nuovo del Nuovo Cinema Messicano (accanto a Reygadas e altri, e con tanti ringraziamenti a Quaron e Iñarritu, considerati ormai “americani”). La storia, ispirata a un testo di Jorge Volpi e ambientata a Tijuana, affronta la tratta delle bianche.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori