Tomorrowland. Pensa positivo o peggio per te!

Chi immagina il futuro ma pensa negativo commette un peccato quantistico?

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Tomorrowland
di Brad Bird
con Britt Robertson, George Clooney, Kathryn Hahn, Judy Greer, Hugh Laurie
Voto 6+

Tomorrowland è esagitato come un cartone animato, e in effetti è un cartone animato (diretto dal Brad Bird di Gli incredibili e Ratatouille, ma anche di Mission Impossible- Protocollo fantasma), solo girato con umani e senza disegni. In sostanza ci dice, con un lungo flashback, che negli anni Sessanta un bambino genietto si presentò a un concorso per inventori con un Jetpack ricavato da un aspirapolvere Electrolux e finì, per amore di una robottina talent scout,  a Tomorrowland, in una dimensione spaziotemporale dove le menti più avanzate costruivano il futuro. Oggi una ragazza geniale figlia di un ingegnere della Nasa (dai e dai Hollywood riuscirà a farla ripartire la Nasa…), tocca una spilletta col simbolo di Tomorrowland, vede quella dimensione, ne esce, incappa nella stessa bambina robot (che però si definisce un animatronic,  come i pupazzi animati in elettronica dei parchi a tema),  raggiunge l’ex bambino (è Clooney, che fa lo scienziato scontroso in esilio in una casa da american gothic), si ritrova in un complotto da fantascienza anni Cinquanta e scopre che da Tomorrowland, ora deserta, per un effetto quantistico una macchina con la capacità di prevedere il futuro (e il cinismo con cui accettiamo di farci del male e farlo al pianeta) sta trasformando il pessimismo in realtà. Ovvero, se pensi negativo l’universo diventa negativo e la Terra ha 59 giorni prima di morire. E così, con una rincorsa di citazioni a non finire da tutti i personaggi (Hugo Gernsback, Tesla, Verne), libri e film di fantascienza che si possono immaginare, la missione diventa  distruggere la macchina a tachioni che vede/crea l’apocalisse e -soprattutto- pensare positivo. Molto americano e disneyano. Il Pensiero Positivo usa spesso un’idea (fantascientifica) della meccanica quantistica (tanto è nebulosa per i non addetti ai lavori) per risolvere tutti i compiti  che una volta spettavano alla magia e ai miracoli. Comunque, per quanti sforzi facciano regista e attori, la città luna park, anche se ha il pedigree Disney (Tomorrowland era effettivamente la fiera campionaria del futuro ) resta un luna park. Il vero enigma è capire se (tra le cento citazioni e le concitazioni) il film sia una variante di Men in Black per bambini o per ragazzini o per giovani inventori o per impallinati. Solo il futuro potrà dircelo…

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori