Louisiana. La grande tristezza

22
0

Gli argomenti oggetto del docu di Minervini Louisiana – The Other Side, reduce freschissimo da Un Certain Régard a Cannes, sono abbastanza angoscianti. Lo svolgimento, come nel precedente Stop The Pounding Heart – Trilogia del Texas, Atto III  è del tipo antropologico in cui l’autore si astiene, ufficialmente, dal dare giudizi o spiegazioni, e lascia in apparenza parlare i protagonisti su una trama esilissima. Nella prima parte di Louisiana vediamo una triste comunità di disastrati che vivono ai bordi dell’illegalità vicino alle paludi, hanno brutti lavori, sono pagati male, sono ai limiti, se non già estromessi dalla società civile, fatta eccezione per alcuni servizi e in particolare seguiamo una coppia , un lui e una lei brutti sporchi e cattivi di mezza età (in apparenza) spacciatori che si drogano e si amano e si fanno anche un po’ di male. Sono poveri bianchi che hanno in odio le politiche sociali di Obama. Questa è la cosa che li lega alla seconda parte, dedicata a un gruppo paramilitare di destra i cui membri addestrati da alcuni veterani di varie guerre si preparano alla guerriglia nelle paludi: la spiegazione ricorrente e ossessiva è “per  difendere le proprie famiglie dall’aggressione del governo Obama” che starebbe per venire ad abbattere le porte delle loro case per metterli in campo di concentramento. La massima risposta politica del gruppo è una disgraziata che si mette una maschera di Obama e succhia un pene di plastica a uno dei paramilitari. Gli altri divertimenti sono sagre svaccate con campionato di maglietta sbagliata e tiro all’automobile ferma (con bersaglio Obama) con costosi fucili da guerra. Il resto è silenzio.

 

CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori