Breve storia degli alberi da lettura

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alberiÈ recentemente uscito un importante, prezioso libretto di Giuseppe Barbera dal titolo folgorante Breve storia degli alberi da lettura. Di Barbera avevamo già apprezzato altri due libri dedicati agli alberi: Tuttifrutti e Abbracciare gli alberi (entrambi Mondadori) e Conca d’Oro (Sellerio), una biografia appassionante, ma dal finale tragico, di uno dei luoghi che dimostrava come uomo e natura, lavorando in simbiosi, potessero creare simile meraviglia
Barbera è professore ordinario di coltivazioni arboree dell’università di Palermo. È considerato uno dei massimi studiosi di coltivazioni sostenibili di cui è stato un pioniere. È anche uno dei più attenti studiosi del paesaggio.
Ma Barbera nei suoi libri non accademici ha soprattutto saputo creare un nuovo linguaggio letterario. Nei suoi scritti infatti si respira uno stile del tutto nuovo. Non sono libri divulgativi, all’anglosassone per intenderci, ma autonome narrazioni dove alla precisione, concisione e chiarezza dello specialista, si accompagna la capacità di capire  – e fare capire – l’intimo rapporto che vi è tra la natura che ci circonda e la storia dell’uomo. Questo attraverso l’uso di episodi storici, aneddoti, citazioni letterarie, riferimenti alla storia della pittura.
Il titolo di questo volume è meno bizzarro ed evocativo di quanto appaia. Il libro infatti ci svela il profondo, originario, legame che esiste tra il libro e gli alberi (e le piante in generale). Dall’etimo della parola libro (dal latino liber, corteccia) e book (dal sassone bok, faggio) ai supporti scrittori più antichi, tavolette di legno incerate, papiri, palme, agavi, fino alla carta che può essere fatta con stracci di canapa o, più recentemente, con pasta di legno.
È un libro “essenziale” in entrambi i suoi significati: è un libro breve (40 pagine), conciso, semplice. Ma è anche un libro di forte sostanza, indispensabile per capire l’intreccio tra uomo – anche la sua cultura – e natura.
Si diceva un libro importante ma anche prezioso. È infatti pubblicato dall’editore Henry Beyle che, in tirature limitate, confeziona dei libretti impeccabili, composti in monotype, col piombo quindi, e stampati e confezionati con carte di qualità. Uno dei possibili futuri del libro cartaceo.

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Gabriele Miccichè
Lavora nell’editoria dal 1977. A Palermo nella casa editrice Sellerio fino al 1984, poi a Milano presso Gabriele Mazzotta. Dal 1989 è socio e art director dello studio editoriale Ready-made. Le sue passioni sono la letteratura, la grafica, l’arte urbana (ha organizzato mostre sulla net-art e sui writers). Ha pubblicato Giambattista Bodoni e l’arte della tipografia (Edizioni Università IULM, Milano 2013). Collabora con le riviste Bell’Italia e Bell’Europa.