Attilio Zanchi e il suo jazz “conciliante”

Attilio Zanchi, uno dei più bravi contrabbassisti jazz italiani, torna a incidere dopo molti anni. Ci regala un disco raffinato e con momenti davvero ispirati

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Attilio Zanchi
Ravel’s waltz (Abeat Records)


Troppo tempo abbiamo atteso il ritorno al disco di uno dei più bravi contrabbassisti italiani. Attesa giustificata da costanti impegni che Attilio Zanchi ha onorato in questi anni al fianco di Paolo Fresu e tanti esponenti del jazz internazionale. Da poche settimane è stato distribuito il suo album solistico Ravel’s waltz, ovviamente un disco corale dove scorrono le gesta dei musicisti con cui ha suonato durante tutti questi anni come Paolo Fresu, Tino Tracanna, Ettore Fioravanti, Roberto Cipelli, Tommaso Starace, Max De Aloe, Mauro Grossi, Tommaso Bradascio, Massimo Colombo, Michele Di Toro, Maria Patti, Barbara Balzan, Carlo Guaitoli, Giuseppe Emmanuele e Marco Castiglioni.
Ne scaturisce uno stile jazz molto riposante, adatto per ascolti mattutini, per conciliare ogni gesto che ha bisogno di essere accompagnato con una musica conciliante, mai urticante. Deve averci lavorato molto Zanchi, per arrivare a certi risultati. Ispirato da compositori o musiche di altri, ne ha poi sviluppato il tema seguendo la sua creatività. Ne sono nate composizioni ben strutturate, mai lasciate al caso.
Ravel-s-Waltz_imagefullwideDopo l’introduzione di Ravel’s waltz, con note prese dalla Pavane, si passa al tipico ritmo brasiliano con Chorinando, quindi Neruda con la voce del poeta e una fisarmonica suggestiva. Un’Ave Maria di Verdi che costruisce un ponte con la successiva L’enigma di Verdi. Por Astor è un sentito omaggio a Piazzolla mentre Secret whisper è cantato da Barbara Balzan. E si procede in totale armonia tra le parti con Romanza, composizione di Francis Poulenc per arrivare a conclusione con la ballad Sound of love ispirata da Charlie Mingus.
Nato a Milano, Zanchi ha frequentato i corsi di jazz al Conservatorio di Milano. Nei primi anni ’70 partecipa ai gruppi Aktuala e Maad per dedicarsi al jazz già alla fine dei ’70 entrando a far parte dell’Open Form Trio con Piero Bassini e Giampiero Prina. Perfeziona gli studi prima in Canada e poi a Woodstock con Dave Holland. Nel 2006 fonda il trio Ars3 insieme a Mauro Grossi e Marco Castiglioni con i quali incide i cd Distanze e Promemori

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).