I “monti pallidi”, su cui i nani dei boschi tesserono la luce della Luna ricoprendone ogni roccia per permettere alla sensibile principessa dello splendente satellite di vivere la sua storia d’amore con il loro principe, accolgono per la 21esima volta la prestigiosa rassegna “I Suoni delle Dolomiti”. Ad alta quota offriranno una scenografia irripetibile a una serie importante di concerti acustici (per pochi è previsto un massimo di 1 kw di amplificazione) di classica, jazz, world e pop d’autore, avviluppando di prati, fiori, macigni, alberi, vento, i musicisti e il pubblico.

La montagna, infinito spazio di libertà, accoglie il linguaggio universale della musica, proponendo un’esperienza unica, che inizia con il raggiungere a piedi, a fianco dei protagonisti, magari aiutandoli a portare gli strumenti, il luogo dove si tengono i concerti. Una salita preparatoria attraverso boschi e lungo rivi, tra torbiere e pascoli, verso palcoscenici che strozzano il fiato rimasto, davanti alla Marmolada oppure all’Adamello, alle Pale di San Martino o alle Torri del Vajolét, mentre ci si accomoda sul terreno per ascoltare Mario Brunello e Dave Douglas, Toumani Diabaté e Nina Zilli, Nicola Piovani ed Enrico Pieranunzi, gli 8 Violoncelli di Torino e Paolo Fresu, i Virtuosi Italiani e Niccolò Fabi, per citare in ordine sparso.

“È un vero festival dei paesaggi”, dice Paolo Manfrini, da sempre, insieme a Chiara Bassetti, anima e forza motrice del progetto. “I magnifici paesaggi ambientali delle nostre montagne trentine e i paesaggi musicali più diversi. Attraverso la musica chi viene – ma lo affermano sempre anche come proprio vissuto gli stessi artisti – interpreta meglio e si mette meglio a contatto con la natura. Allo stesso modo le meraviglie della verticalità dolomitica spingono verso la crescita e verso un migliorarsi cui non si può restare indifferenti.”

E aggiunge ancora: “Quella di Trentino Marketing è un’iniziativa che valorizza un rapporto corretto con la montagna anche da parte dei turisti, tanto che i nostri “uomini delle montagne”, le guide alpine, i gestori dei rifugi, hanno fatto loro questo festival. Lo sentono affine al loro rispetto per i monti, al loro sentire nei confronti del territorio, alla loro comunione con la natura. Personalmente sono convinto che non ci sia nulla che riesca a disegnare un autentico paesaggio dell’anima, variegato e intenso, come il connubio diretto tra musica e natura.”

Nicola Piovani
Nicola Piovani

Nel ricco programma ci piace estrapolare il duo di kora, la piccola arpa-liuto mandinga, formato dal geniale virtuoso Toumani Diabaté e da suo figlio Sidiki, il 29 luglio, in Val San Nicolò, il quintetto del Premio Oscar Nicola Piovani il 5 agosto a Pian della Nana, uno dei luoghi più incontaminati delle Dolomiti, i “Capricci” di Paganini che proporrà il violinista austriaco Thomas Zehetmair il 3 agosto al Rifugio Vajolét, l’accoppiata jazz francese tra il fisarmonicista Vincent Peirani, nuova star dello strumento, e il sassofonista Emile Parisien (21 luglio, a Buse de Tresca in Val di Fiemme).

E ancora i tre progetti speciali: il trekking di apertura dal 2 al 4 luglio, con concerto finale al Rifugio Contrin in Val di Fassa di Mario Brunello, concertista di fama mondiale, che suonerà il suo violoncello del 1600 accompagnato da fisarmonica e contrabbasso a evocare il centenario della fine della Grande Guerra, che qui ebbe chilometri di fronte; il lirico trombettista jazz Dave Douglas, lo stesso Brunello e gli altri quattro violoncellisti dei Cello4Ever saluteranno l’alba (inizio del concerto alle ore 6 del 18 luglio) a Col Margherita riproponendo una suite di Douglas dedicata proprio alle Dolomiti; la voce flessibile di Petra Magoni, con un gruppo vocale e un ensemble strumentale, il 17 agosto all’Altopiano della Paganella proporrà un viaggio nella vocalità femminile tra canti popolari e composizioni contemporanee.

Ma altrettanto interessanti sono le proposte che non abbiamo citato (che potete trovare, insieme alle difficoltà o meno dei percorsi per raggiungerle al sito isuonidelledolomiti.it oppure al tel. 0462 609620), così come altrettanto belle sono le altre location, dove pubblico e musicisti, seduti insieme senza soluzione di continuità, vivranno un’esperienza da non mancare. Come conclude Manfrini: “La musica sulle Dolomiti, che sono un Patrimonio dell’Umanità, si respira come in nessun altro luogo, dialoga con il silenzio e rimette al centro il rapporto con se stessi e con l’infinito.”

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Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.