Le regole del caos. La giardiniera del Re Sole

Il piccolo caos dell'amore nella simmetria dei giardini di Versailles

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Le regole del caos
di Alan Rickman
con Kate Winslet, Matthias Schoenaerts, Alan Rickman, Stanley Tucci
Voto 7 meno

Sapevate che c’era una bella, triste signora vedova che vedeva fantasmi e disegnò (lei donna tra gli uomini nel turgore del Barocco francese) una parte del giardino della reggia di Versailles mentre Luigi XIV stava per concentrare (e controllare) lì la Corte e lo Stato? Non potevate saperlo perché non c’era. Il concetto potrebbe essere: approccio minimale (e incontro casuale) a storia gigantesca. Ovvero, come la giardiniera Madame De Barra, borghese, capace di sporcarsi le mani col fango e che non amava la simmetria, coinvolta mediante regolare concorso dall’infelice giardiniere-architetto Le Nôtre, da cui il re pretendeva la perfezione, innestò un po’ di caos, d’amore e di gentilezza in quel privilegiato ma terrificato manipolo di aristocratici. La storia non è vera (quella vera aveva visto problemi di corruzione non lontani dalle nostre cronache attuali), ma il secondo film di Alan Rickman da regista gioca con il piccolo innestato nel grande, con l’amore, con la gelosia e la giustizia come una fiaba (molto inglese anche se in territorio francese) e ha due o tre momenti topici: l’incontro tra i due giardinieri, l’incontro tra la giardiniera e il Re Sole senza sapere chi è lui (un’enormità, nella teatralità di tutti i rituali di Stato), un discorso saggio e quasi femminista (inaudito) fatto in una cerimonia formale dalla borghese al massimo monarca assoluto del tempo. Son cose, anche se immaginarie, che fan bene al cuore. E anche la musica gioca un po’ con la musica del Nyman dei Giardini di Compton House, ma non è chiaro se adesso tutti imitano Nyman, o Nyman aveva così tanto innestato nella sua musica il Barocco…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori