Tutta la rabbia repressa di Nitro

La massima del rapper Nitro sembra essere "vivere male per scrivere bene". Col nuovo album affronta un tema difficile: la tendenza umana ad essere attratti dalla morte.

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Suicidol
di Nitro
Voto 8


Che cosa porta un artista al suicidio? Forse il voler continuare un discorso già iniziato in un lavoro precedente con il rischio di sembrare ripetitivo. Ma questo ha deciso di fare Nitro con il suo ultimo disco Suicidol.
Da fuori forse sembra straordinario, ma Nitro ha rifiutato una vita d’artista e lo rimarca nel suo ultimo disco, che prende il titolo dalla tendenza umana ad essere attratti dalla morte.
Vivere male per scrivere bene: una verità Universale con la quale Nitro apre le danze, verità difficile da digerire, ma che può aiutare a far aprire gli occhi ad ogni aspirante rapper. Se dovessi usare una metafora cinematografica, direi che Nitro ha usato lo stesso metro usato da Tyler Durden in Fight Club. 812RVPFHLbL._SL1500_Nitro ha preso a calci tutti i rapper solo per capire chi è in grado di resistere, anche quando il sipario è destinato a cadere, anche quando a rappresentare l’hip-hop è tutt’altro che un fighetto platinato in copertina. Ma è meglio un uomo tormentato che addormentato. Questa è la scelta che ha fatto Nitro, ma racconta e fa capire, anche attraverso le tracce che trasudano di insicurezze esistenziali e istinto, che questa scelta non è gratis. Come dice lui “sono vent’anni di rabbia repressa nella stessa persona”.
Nitro scrive di lacrime amare per amare le lacrime ed è quello che dovrebbe fare ogni artista ma purtroppo è l’attesa del pubblico che vuole il sangue e che aspetta il Suicidol dell’artista a fare più male. Un artista deve solo vendere gli incubi peggiori e Nitro li dipinge per noi in ogni traccia di questo suo disco che merita un ascolto da cuore a cuore.

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Tyrone Nigretti
Mi chiamo Tyrone, vivo a Milano ed ho 21 anni. Ho iniziato ad ascoltare il rap perché rispecchiava la mia persona: il rap dice le cose nello stesso modo con cui amo dirle io, in modo pungente ed efficace. Le prime recensioni le ho scritte con il desiderio di spiegare il rap e di dare un'interpretazione che desse peso e importanza ad ogni parola scritta nei testi. Questa passione si è intensificata a tal punto da desiderare di poter lavorare con il rap e per il rap. Grazie al rap, dal quale sono stato in qualche modo ispirato, ho scritto il mio primo libro: Fattore H, edito da Rizzoli.