Il metal italiano. Una realtà bella e sconosciuta

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Aborym

Nella musica metal, parola che racchiude in sé una miriade di generi e sottogeneri, l’Italia è molto attiva. I gruppi che suonano questo tipo di musica sono tantissimi e molti di loro sono veramente validi e originali. Probabilmente più conosciuti all’estero che da noi. In Italia, a parte i classici degli anni sessanta e settanta, il periodo hair metal degli anni ottanta e quello della “bufala” grunge negli anni novanta, la musica con un certo impatto sonoro non ha mai avuto grande fortuna a livello popolare. Guai sentire oggi per radio una chitarra veramente cazzuta o un passaggio di batteria fuori dallo standard!

Ci sono alcuni album e di conseguenza alcuni gruppi che considero veramente importanti per il metal italiano e non solo.

Nel 1997 esce The Treasures Arcane dei Crown Of Autumn. Parlo di una fantastica band milanese capitanata da Emanuele Rastelli, chitarrista dotato di un grande impatto ritmico. Dopo ben quattordici anni esce, nel 2011, il loro secondo lavoro Splendour From The Dark. Fanno un genere epico e sacrale con forti componenti dark che a grandi linee definirei melodic/death/gothic, niente a che vedere col power. Utilizzano anche inserti di parti acustiche dal gusto quasi medioevale. Recentemente Rastelli si è innamorato delle chitarre Dean e questo mi fa piacere perché piacciono molto anche a me. Credo che la band stia lavorando a un terzo album. Come si deduce dalla loro storia, non hanno fretta.

Gli Aborym rilasciano il loro capolavoro Kali Yuga Bizzarre nel 1998. Nascono a Taranto nel 1992 per volere del bassista e leader Fabban e amano definire la loro musica alien-black-hard/industrial. Kali Yuga Bizzarre è un album di Black Metal dalle forti influenze Industrial e vede come cantante ospite in ben tre brani l’ungherese Attila Csihar già coi Mayhem subito dopo il suicidio di Dead. Inoltre dal 2005 al 2013 suona con loro l’ex batterista degli Emperor, il norvegese Bard “Faust” Eithun. Fino al suo arrivo gli Aborym avevano sempre utilizzato batterie elettroniche.

Nel 1993 esce l’album d’esordio dei genovesi Sadist  Above the Light che ha un forte impatto sulla scena death metal underground italiana e non solo. I Sadist spaziano dal technical al progressive death metal. Roberto Traverso, meglio conosciuto come Trevor, esegue un growl di grande impatto e di grande perizia. Tommy Talamanca, uno dei fondatori del gruppo, suona sia le chitarre che le tastiere e contribuisce a dare un suono molto originale al gruppo.

Il secondo album della band triestina Rhapsody, Symphony of Enchanted Lands, diventati in seguito Rhapsody of Fire, pubblicato nell’ottobre del 1998 è una pietra miliare del symphonic power metal italiano. La formazione dell’album si avvale della presenza di un grande virtuoso della chitarra come Luca Turilli, fondatore della band e oggi impegnato in una fortunata carriera solista, e del dotatissimo cantante Fabio Lione che farà parte anche dei Labyrinth, dei Vision Divine e degli Angra.

Nel 2002 i Doomsword, band viking metal, epic e dalle forti venature folk, provenienti da Gallarate escono col loro capolavoro Resound the Horn. Successivamente hanno mantenuto un livello compositivo e di produzione notevole.

Vorrei ricordare gli Ufomammut una band doom metal con influenze psichedeliche e stoner originaria di Tortona. Sono attivi dal 1999 e il loro suono spazia tra differenti generi, sebbene abbia le sue radici nella psichedelia (Pink Floyd) e nel metal più sludge (Neurosis e Melvins) si ispirano anche al post-rock e all’alternative metal dei God Machine. Si caratterizzano per l’uso di suoni cupi e molto effettati e spesso si può parlare di doom mescolato a una sorta di acid-stoner.

Da Genova proviene un’altra valida band di Cemeterial Doom Metal formatasi nel 1996: gli Abysmal Grief, di cui conosco l’omonimo full lenght uscito nel 2007. Si fanno notare per la profondità delle loro tematiche occulte incentrate sui rapporti con l’Aldilà. Nel 2013 escono con Feretri un’album altamente ispirato e suggestivo figlio di quel gusto sepolcrale e horror che l’Italia ha generato a partire dagli anni sessanta. Questo si deve a grandi registi come Lucio Fulci, Dario Argento, Mario Bava e molti altri ma non vanno ignorati i rimandi ai Death SS, P.Chain, Antonius Rex  e Jacula. Rendere quasi reale il profumo della morte, sentirsi a casa all’interno di un cimitero gotico (e a Genova c’è il Cimitero monumentale di Staglieno che ispirerà le copertine di due lavori importanti di una band post-punk e sovente ghotic-rock come i Joy Division) queste sono le linee guida dei lavori degli Abysmal Grief. A conferma di tutto ciò c’è anche la veste grafica di Feretri dove è presente un’istantanea di un classico dell’horror made in Italy La dama rossa uccide sette volte di Emilio Miraglia.

Rimaniamo a Genova e facciamo un salto indietro nel tempo per parlare dei Necrodeath, da una cui costola naquero poi i Sadist, che nel 1989 rilasciano il bellissimo Fragments Of Insanity. Il loro genere è fondamentalmente trash ma nel loro suono sono presenti anche forti componenti black metal.

I Theatres Des Vampires nella loro lunga carriera hanno sfornato parecchi album degni di nota. Mi limeterò a citare i recenti Anima Noir (2oo8) e il live Moonlight Waltz Tour 2011 rilasciato anche in dvd nel 2012. Dopo la dipartita del fondatore Alex Lord Vampyr alla voce troviamo una brava Sonya Scarlet che già faceva parte del gruppo come corista. La band è conosciutissima e apprezzata nel Regno Unito e in Russia.

A proposito di cantanti vorrei ricordare la soprano Lady Victoria che faceva parte della formazione goriziana di symphonic metal Silent Opera che nel 2011 usci con l’ottimo Immortal Beauty. Oggi il gruppo ha un’altra cantante e di Victoria si sono perse un poco le tracce. Peccato!

Per chiudere vorrei citare l’album Tension At The Seams dei muscolari Extrema che quando uscì nel 1993 fu un vero e proprio pugno allo stomaco e risollevò, per quel che poteva, le sorti della musica dura rammollitasi con l’avvento del grunge.

Non sono un giornalista specializzato ma un semplice appassionato.  Di conseguenza ho citato i gruppi che conosco e che mi piacciono di più. La galassia del metal italiano è, ovviamente, molto più ampia e variegata e ci sarebbero tantissime altre band valide delle quali parlare.

 

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Guido Elmi
Dalla fine degli anni cinquanta ascolta musica internazionale. Dalla fine degli anni settanta lavora in sala di incisione. A volte scrive canzoni. Collabora con Vasco Rossi da oltre 30 anni. Ha lavorato per Stadio, Skiantos, Gaznevada, Edoardo Bennato, Alberto Fortis, Marco Conidi, Steve Rogers Band, Clara & Blackcars e altri. Non è un talent scout. Non è un manager o un impresario. Negli U.S.A. e nel Regno Unito si direbbe producer. Deve tutto a Elvis, ai Rolling Stones, a Dylan, agli Steely Dan, ai Black Sabbath e a Phil Spector. Il 22 gennaio 2016 esce il suo primo album da solista: La mia legge.