Una storia sbagliata. In missione di pace

La moglie del soldato morto incontra la moglie dell'attentatore morto

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Una storia sbagliata
di Gianluca Maria Tavarelli.
con Isabella Ragonese, Mehdi Dehbi, Francesco Scianna, Stefania Orsola Garello, Nello Mascia
Voto 6

A criticare questo film si rischia di venire accusati di sparare sulla croce rossa. E in effetti racconta la storia dell’infermiera  Stefania che vuole raggiungere una specifica zona in Iraq al seguito di un convoglio medico che aiuterà i bambini locali affetti da labbro leporino. In parallelo si snodano i flashback da cui ricostruiamo la sua storia d’amore a Gela fino al matrimonio con  Roberto, militare di professione, che nei villaggi devastati dalla guerra  andava in missione di pace, e un certo punto temeva di tornarci a ogni licenza. Finché è chiaro che è morto in un attentato kamikaze. Questo spiega l’insistenza di Stefania per ottenere  da un interprete locale di incontrare qualcuno che abbia conosciuto l’attentatore. Stefania si spinge  fino ad usare la sua unica arma di corruzione oltre al denaro: scambierà una cartella clinica e metterà tra gli operabili una bambina (che potrebbe morire sotto i ferri) in cambio di un’entratura nella tribù dei parenti dell’attentatore. E quando è lì, oltre a rischiare la sua e l’altrui vita in un’operazione di infiltrazione abbastanza implausibile (con l’aggiunta  melò di strapparsi il velo dal viso rivelandosi straniera in un’area incandescente),  si rende conto che tutto si risolve nell’incontro di due vedove con due fotografie di uomini morti. Come recita Una storia sbagliata,  la canzone di De André cantata nei momenti felici da Roberto che dà il titolo al film, “Cos’altro vi serve da queste vite ora che il cielo al centro le ha colpite?». Tavarelli affronta da altri versanti temi di solito lasciati alla retorica delle istituzioni e dei telegiornali, ci aggiunge la sua esperienza documentaria con una Ong e cerca di rendere la difficoltà di incontro tra culture che pure si rivelano in qualche modo speculari in quanto “sud del mondo”. Però, c’è qualcosa che non va. Ci hanno colpito i dialoghi spaccati dai jet degli aerei da caccia a bassa quota, non ci ha convinto l’impianto televisivo del tutto.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori