L’altrove del rapper Alibi

Alibi è un rapper da tenere d'occhio. Con il suo album intitolato "Altrove" ci fa fare un lungo viaggio attreverso le sue emozioni

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Altrove
di Alibi
Voto 7,5


Ho conosciuto artisticamente questo ragazzo in occasione del Crazy For Rap, evento benefico che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per gli ospedali psichiatrico Fatebenefratelli e Oftalmico. La prima giornata si è tenuta il 23 maggio all’Alcatraz, lì dove ho potuto assistere all’esibizione live di ragazzi come Alibi e molti altri Mc. L’evento è stato organizzato dalla crew Mck.
In questo post ho deciso di parlare di Alibi perché mi è sembrato uno dei pochi a non essere rimasto impressionato dal poco pubblico presente in quell’occasione ed ha trasmesso comunque tutta la carica emotiva che caratterizza il suo ultimo lavoro Altrove, che ho ascoltato con molto entusiasmo.
Alibi è un artista della label Kick Off Recordz (etichetta che ha lanciato Salmo e Lord Madness) e ha deciso, tramite Altrove (uscito a febbraio), di far fare agli ascoltatori un viaggio – viaggio attraverso le sue emozioni, emozioni di insicurezza ma anche di disperata ricerca di salvezza attraverso la musica.
L’album inizia con la traccia Entropia, dove Alibi cerca di scoprire i trucchi di chi mette la nostra vita in disordine aumentando le illusioni e spacciando ipocrisia “consigliando” comunque di andare avanti nonostante nulla davanti ai nostri occhi vada bene.
Continua con Martedì grasso, dove Alibi prosegue il discorso descrivendo le maschere che ogni giorno le persone attorno a noi indossano – e per questo pochi riescono a mostrare l’essenza dell’anima. Chi mostra l’anima è chi fugge dalle iene predatrici della nostra energia che sono presenti nella nostra società.
Ed è proprio in Lettera da un bambino ormai nato ft Yuri che si evince molto chiaramente la fragilità che molti di noi possono accusare per via del sentirsi soli, cosa che forse, come si può dedurre ascoltando il brano, i nostri genitori non capiranno mai fino in fondo. Il mondo è molto più veloce e non si capisce più da che parte stare, quindi si preferisce ritirarsi, come gli hikikomori o magari scrivere e fare musica.
La bestia invece è il lato oscuro che salva, il sapore del sangue e il vedere le cicatrici che un po’ fa male e un po’ ci piace. La bestia è una traccia che sa apprezzare le cicatrici che danno sapore alla vita.
Il buio descrive invece la resa di chi sa di non sapere e si affida nelle mani di una meditazione e ci si fa guidare.
L’incertezza sta appunto nell’oscillazione tra il voler sapere e il volersi arrendere a ciò che è, per questo forse, alla fine, si preferisce andare Altrove, come navi senza rotta.

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Tyrone Nigretti
Mi chiamo Tyrone, vivo a Milano ed ho 21 anni. Ho iniziato ad ascoltare il rap perché rispecchiava la mia persona: il rap dice le cose nello stesso modo con cui amo dirle io, in modo pungente ed efficace. Le prime recensioni le ho scritte con il desiderio di spiegare il rap e di dare un'interpretazione che desse peso e importanza ad ogni parola scritta nei testi. Questa passione si è intensificata a tal punto da desiderare di poter lavorare con il rap e per il rap. Grazie al rap, dal quale sono stato in qualche modo ispirato, ho scritto il mio primo libro: Fattore H, edito da Rizzoli.