Rockonti: The Real HiStory of The King of Pop

547
0

C’era una volta, tanto tempo fa,  un mondo lontano lontano chiamato Pop, dove abitavano elfi e gnomi, principi e regine, fate e maghi ed un folletto molto buffo ma anche un po’ speciale che, di questo mondo, era il Re. Nessuno era a conoscenza della sua vera età, per alcuni era un adulto, per altri ancora un bambino. Come tutti i folletti, anche lui amava scherzare e giocare ed era profondamente buono e sensibile. Tutti sapevano che aveva uno, anzi due doni meravigliosi: cantava come un usignolo e ballava come una farfalla. Non avete mai visto ballare una farfalla? Certo, le farfalle ballano solo al canto dell’usignolo e voi, non avete mai visto un usignolo ed una farfalla insieme.

MJ 17

Il  re-folletto Emjay, questo era il suo nome, possedeva uno specchio magico, attraverso il quale poteva vedere quanto accadeva in ogni luogo della galassia. Ma a lui piaceva spiare quello che avveniva sul pianeta Terra. Seguiva di tutto, ma ovviamente era attratto principalmente dalla musica e dal ballo e quindi, dedicava la maggior parte del tempo ad osservare personaggi particolarmente abili come Elvis Presley, James Brown, David Bowie, Diana Ross, Fred Astaire, Quincy Jones, Gene Kelly, Marcel Marceu, Charlie Chaplin. Da loro aveva assimilato ogni speciale virtù. Con il suo talento, aveva reso ancora più eccelso quanto appreso. Ora, si sentiva pronto a scendere sulla Terra e mettersi alla prova con quel nuovo mondo. Salutò la sua affollata  famiglia di folletti ed attraversò lo specchio magico.

MJ 14

Arrivato sulla Terra, Emjay, prese un nome adeguato agli esseri umani: Michael Jackson. L’atmosfera terrestre lo obbligava spesso ad indossare dei guanti ed una mascherina. Grazie al suo ingegno, divenne in breve tempo una grandissima star dello spettacolo. La gente impazziva per le sue canzoni, per i suoi concerti, per il suo modo di ballare. La gravità del suo mondo gli aveva consentito di fare passi e movimenti che nessun terrestre avrebbe mai potuto anche solo immaginare.  Con la voce da usignolo aveva stregato tutti raggiungendo una popolarità straordinaria. Ormai, era diventato ricchissimo. Nella sua villa a Los Angeles, visto che a Michael, come a tutti i bambini, piaceva molto giocare, aveva fatto costruire un gigantesco parco di divertimenti, chiamato “Neverland”.

The Pinnacle List

Nel giro di pochi anni, la sua fama fu tale che, alcune persone importanti della Terra, decisero di dedicargli delle enormi statue da installare nelle principali città del Mondo. In Europa, Asia, Africa, America, Australia folle di fan lo acclamavano. Ovunque si recasse era circondato da amorevole fanatismo.  Anche sulla Terra era diventato un Re.

MJ 16

Nel frattempo, Michael Jackson, diventò così potente nello show business, da poter contare su un numero considerevole di amici ed uno altrettanto considerevole di nemici. A sua insaputa, i primi erano anche  peggiori dei secondi. Gente che viveva alle sue spalle, gente che speculava alle sue spalle. Queste lotte in “famiglia”, resero la sua vita molto complessa. Il suo carattere buffo ed infantile, si trasformò in fragile e sospettoso. Il problema divenne una vera e propria malattia. Michael desiderava continuare a divertirsi come un bambino, era pur sempre un folletto trapiantato in terra straniera.  La realtà, invece,  lo spingeva verso una considerazione dell’esistenza che lui non conosceva. La gente, tranne i bambini come lui, era profondamente malvagia, cattiva.

MJ 1

Un giorno, quando sentì entrare in casa il dottore che lo aveva in cura, prese la decisione su cui da un po’ stava meditando. Michael estrasse da sotto il letto il suo specchio magico e, velocemente, lo attraversò, ritrovandosi nel suo vecchio mondo. -“Ladies and Gentlemen, Michael Jackson has left … the World”-. Lasciò sulla Terra le sue ricchezze artistiche e materiali. La gente ancora oggi se le sta contendendo. Molti lo dimenticheranno, pochi lo piangeranno.

MJ 11

Gli abitanti del mondo chiamato Pop, erano entusiasti del suo ritorno, gli fecero un enorme festa, che dicono non sia ancora finita, a cui parteciparono tutti: gnomi, elfi, fate, maghi, regine e principi. E tornarono a lui la corona di King of Pop, che era rimasta abbandonata sul trono. E, tutti vissero, per sempre, felici e contenti.

Like a comet, blazing ‘cross the evening sky, Gone too soon…

Like a rainbow, fading in the twinkling of an eye, Gone too soon

 

MJ 13

CONDIVIDI
Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.