Per fare rock… ci vuole naso

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Cuore e cervello, certo. Ma il rock è soprattutto una questione di muscoli. Lo cantava anche Luca Carboni: “Ci vuole un fisico bestiale…”. E siccome lo slogan più usato (e abusato) è l’intramontabile “sesso, droga & rock’n’roll”, facciamo nostra la teoria del critico d’arte Michail Bachtin (“nelle immagini grottesche il naso è un sostituto del fallo”) e diciamo che per fare rock… ci vuole naso. Del resto gli esempi non mancano: dall’istrionico Frank Zappa a Pete Townshend, dal mitico Bob Marley a Mark Knopfler. E, per non andare troppo lontano, i nostri Faso, Franco Battiato e Giorgio Gaber.
Uno degli elementi che hanno avuto un ruolo importante nella storia della musica moderna, pop o rock che sia, è il famigerato look. Altro fattore per niente secondario è l’aspetto fisico: chi è di bell’aspetto normalmente è avvantaggiato. E il naso ha un’influenza determinante nell’armonia di un volto. Però piccole imperfezioni possono regalare a un viso un’espressione particolare, un tocco di simpatia: infatti Ringo Starr e Charlie Watts sono unanimemente considerati i più simpatici dei Beatles e dei Rolling Stones.
Leonardo Da Vinci sottolineava il nesso tra i tratti del volto e i moti inconsci dell’anima. Già nell’antichità Pitagora, Aristotele e Plinio legavano il temperamento dell’individuo alle fattezze del viso. E il naso, piccolo o grande che sia, lungo o corto, prominente o delicato, fornisce sempre indizi importanti per capire la personalità del suo possessore. Secondo le leggi della fisiognomica, va analizzato ogni particolare: il dorso, la punta, le narici. E forse non è un caso se uno dei “nasi” più importanti della nostra canzone, Franco Battiato, ha intitolato una sua canzone proprio così, Fisiognomica: “Leggo dentro i tuoi occhi / da quante volte vivi / dal taglio della bocca / se sei disposto all’odio o all’indulgenza / nel tratto del tuo naso / se sei orgoglioso, fiero, oppure vile”.
Del resto il naso ha sempre ispirato scrittori e autori di canzoni, da Nikolaj Gogol (un cui racconto si intitola proprio Il naso) al celeberrimo Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand,cyrano_wideweb__430x275 cantato anche da Francesco Guccini: “Venite pure avanti, voi col naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto… Coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco”.
Come noto, il naso è l’organo del senso dell’olfatto. Ma oltre alla funzione olfattoria e a quella respiratoria, ha una funzione fonatoria: le fosse nasali contribuiscono alla corretta pronuncia e modulazione di quelle che non a caso si chiamano consonanti nasali. Questo spiegherebbe almeno in parte come mai alcuni dei più grandi cantanti di tutti i tempi hanno un naso ragguardevole, dalla straordinaria Aretha Franklin a Barbra Streisand, da Rod Stewart a Patti Smith.
Qui di seguito ecco i ritratti, brevi e un po’ giocosi, dei più celebri “nasi” del rock.
UnknownFRANK ZAPPA Riuscireste a immaginarlo con un aspetto diverso, senza quel pizzetto mefistofelico e quel naso appuntito e lungo? Un po’ come la musica che ci ha lasciato in eredità. Suoni radicali, sorprendenti, un rock senza confini, infarcito di ironia. Proprio come le cose che diceva: “Parlare di musica è come ballare di architettura”.
ROD STEWART Avrà anche una “canappia” esagerata, ma questo non gli ha impedito di collezionare una serie incredibile di storie con donne da urlo. E anche ora che ha superato l’asticella dei 70 continua a trattarsi piuttosto bene… Che abbia ragione Michail Bachtin (vedi introduzione)?
MARK KNOPFLER Secondo la fisiognomica, il naso “greco” è tipico di individui dal grande temperamento artistico: nel caso del chitarrista dei Dire Straits questa analisi è senz’altro centrata.
NOA Sempre secondo la fisiognomica, il naso adunco rivela una natura scontenta, pessimista e un po’ rassegnata. Chissà se la brava cantante israeliana ci si ritrova in questa analisi?
entwistle_who_by_numbersPETE TOWNSHEND Date un’occhiata alla copertina di The Who by numbers, qui a sinistra: si evince che tra lui e il bassista John Entwistle (autore di quel disegno) era in corso un’autentica “battaglia dei nasi”. Ma John barò, attribuendosi Unknown-1un naso molto più grande di quello che aveva in realtà: basta guardare la foto sulla cover di The Who sell out per capire che il vincitore è Townshend.
BOB MARLEY Il profeta della musica giamaicana di abbondante non aveva solo i capelli da rasta, ma anche il naso, evidente retaggio delle sue origini africane.
imagesARETHA FRANKLIN Guardate le copertine dei suoi due dischi più belli, I never loved a man the way I love you e Lady soul e capirete che il suo non era certo un “nasino”.
PATTI SMITH La poetessa del rock non ha mai amato le mezze misure: fin dagli inizi si è distinta per il suo spirito messianico e medianico, presentandosi al pubblico con dichiarazioni tipo: «Gesù morì per i peccati di qualcuno, ma non per i miei». All’aspetto non ha mai dato importanza, figuriamoci se si è mai preoccupata delle dimensioni del suo naso.
BARBRA STREISAND Il suo ego è smisurato, esattamente come il suo naso.
CHARLIE WATTS Se osservate la copertina di Out of our heads, capirete che tutti e cinque i Rolling Stones “hanno naso”. Ma quello di Charlie è imbattibile.
RINGO STARR Ringo non era certo il più dotato dei Beatles, ma il più simpatico sì. E parte di questa simpatia la doveva al suo nasone.
GINGER BAKER Evidentemente il naso è un elemento che accomuna i batteristi dei gruppi più importanti degli anni Sessanta: anche quello dei mitici Cream (il cui chitarrista era Eric Clapton) aveva una “canappia” da competizione!
SHANE MCGOWAN Se fosse nato nell’Ottocento, il criminologo Cesare Lombroso, l’avrebbe messo come esempio nel suo saggio L’uomo delinquente (sosteneva che i criminali hanno tratti somatici molto riconoscibili). Il cantante dei Pogues impersona la figura dell’irlandese ubriacone e rissoso: naso esagerato, denti marci, occhi pesti, aspetto torvo…
SONY DSCFASO È il bassista di Elio e le Storie Tese dal lontano 1986: appena entrato nel gruppo gli affibbiarono il soprannome di “Calamaro” per via del nasone. Ma lui non è certo uno che si offende, anzi ci ha persino ironizzato in una vecchia canzone, Alfieri: “Il mio naso è prominente e lo infilo tra la gente / se si denuda la donzella, mi si espande la cappella / Suono il basso senza corde, fo impazzire le donne sorde / sono un grande seduttore, alle donne dico ghhhh”.
FRANCO BATTIATO Provate a immaginarvelo senza il suo naso “romano”. Non sarebbe Franco Battiato, un artista dalla personalità fortissima! Del resto lui le regole della fisiognomica le ha anche messe in musica, nell’omonima canzone.
LUCIANO LIGABUE L’aspetto è quello di un indomito capo indiano: caparbio, volitivo, ribelle, fiero. E quel naso importante contribuisce ad aumentare la sua credibilità artistica.
giorgio_gaber_enrica_scalfari_agf_1_1GIORGIO GABER Il suo è il naso che abbiamo amato di più, ci siamo cresciuti insieme e ci ha accompagnato per un bel pezzo di vita. Le sue canzoni, quelle più “leggere” del primo periodo, così come quelle più “impegnate” degli ultimi anni, forse avrebbero un sapore diverso senza il ricordo di quel naso. Un grande naso!
MICHAEL JACKSON Cosa c’entra Jacko in questa carrellata di “nasoni”? Niente. Volevamo solo dimostrare che un nasino-ino-ino non sempre è bello…

 

 

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".