È morto il leggendario Ornette Coleman, padre del free jazz

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Oggi è la giornata dei grandi addii. Poche ore dopo la diffusione della notizia della morte dell’attore Christopher Lee (che in realtà ci ha lasciati domenica), ora arriva anche quella della dipartita di Ornette Coleman, uno dei jazzisti più importanti di tutti i tempi, un grande innovatore: con suo album Free jazz: A collettive improvvisation, inciso nel 1960, dette il là al movimento free jazz.

Secondo quando ha scritto il New York Times, il suo cuore ha spesso di battere questa mattina a Manhattan. Il mitico sassofonista aveva 85 anni. Era nato a Fort Worth (Texas) nel 1930. Aveva imparato a suonare il sax a 14 anni, da autodidatta. Subito dopo formò un gruppo tutto suo, ma a causa delle leggi razziali in vigori in quel periodo fu costretto a lasciare il Texas. Qualche tempo dopo si stabilirà a Los Angeles, ma anche lì ebbe scarse possibilità di suonare dal vivo perché le sue idee musicali erano troppo all’avanguardia. Comunque in quel periodo ebbe la possibilità di suonare con altri grandi jazzisti che assieme a lui avrebbero rivoluzionato il genere: i trombettisti Don Cherry e Bobby Bradford, il contrabbassista Charlie Haden, i batteristi Ed Blackwell e Billy Higgins.

Finalmente, nel 1958, ebbe la possibilità di incidere un album, Something else, che ebbe immediato successo: ora stava iniziando ad essere considerato il più importante innovatore della musica afroamericana dopo Charlie Parker. Negli anni seguenti inciderà parecchi album per case discografiche come la Atlantic e la Blue Note, tutti dischi acclamati dalla critica e diventati dei “classici”.

Musicista sempre alla ricerca di suoni nuovi, viaggiò a lungo in Africa (soprattutto in Marocco e Nigeria) per confrontarsi con musicisti locali. Negli anni Settanta sperimentò con l’ensemble Prime Time, di cui facevano parte due chitarristi, due bassisti e due batteristi: proponevano un mix di musica etnica, jazz, funk con accenni persino alla dance. Negli anni a venire invece avrebbe collaborato con Pat Metheny, con il leader dei Grateful Dead Jerry Garcia, con la Plastic Ono Band di John Lennon e con Lour Reed. Il suo ultimo disco, Sound grammar, pubblicato nel 2006, aveva vinto il Premio Pulitzer per la musica.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".