I Kiss “infuocano” l’Arena di Verona

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Un concerto dei Kiss è qualcosa che bisogna vedere almeno una volta nella vita.
Lo sa bene il pubblico che ieri sera ha affollato l’Arena di Verona. Lo sa bene Paul Stanley, che chiedendo quanti fossero ad un loro live per la prima volta e vedendo un mare di mani alzate, ha detto “ricordatevi questa data, 11 giugno, non la dimenticherete mai!”, eleggendo poi Verona “capitale del rock italiano”, ed in particolare la splendida cornice dell’Anfiteatro Romano come uno dei posti più belli dove abbiamo mai suonato.
E sicuramente uno show come quello di ieri sera faticherà ad uscire dai ricordi dei presenti, che hanno assistito ad uno dei più potenti spettacoli rock al mondo da parte di una delle band più influenti della storia, che ieri sera ha portato in scena l’unica data italiana del tour per celebrare i 40 anni di carriera.
Ad intrattenere il pubblico nel tardo pomeriggio ci hanno pensato The dead daisies, band australiana dalle influenze hard rock anni ’70-’80, formata dal cantautore Jon Stevens e dal chitarrista David Lowy.
Alle 21.10 arriva l’annuncio che tutti aspettavano e che introduce ogni loro concerto: “You wanted the best! You’ve got the best! The hottest band in the world… KISS!”. Va giù il sipario e si parte con Detroit rock city, ed è subito un tripudio di fiamme e fuochi d’artificio. Eric Singer e la sua batteria sono a 10 metri di altezza, su una pedana che li porterà fino a terra, vicino ai suoi compagni. Gene Simmons sfodera la sua classica e chilometrica lingua, e Tommy Thayer macina riff.
Si procede spediti con Deuce e Psycho circus, con Stanley che annunciando il brano successivo afferma “voi siete le creature, questa è la notte, quindi voi siete le creature della notte”,  ed è appunto la volta di Creatures of the night. Su War machine il fuoco la fa da padrone: fiamme proiettate sul maxischermo, fiamme vere sullo sfondo del palco e Gene Simmons che si tramuta in mangiafuoco, sputando anche lui la sua dose di fiamme.
Tra hard rock, assoli e gare di urlo tra le due parti dell’Arena fomentate da Paul Stanley, arrivano una dopo l’altra Do you love me, Hell or hallelujah, Calling Dr. Love e Lick it up, con tanto di citazione-omaggio di Won’t get fooled again degli Who.
A questo punto il palco si svuota e rimane solo Gene Simmons, che sfoggia un basso a forma di ascia, e mentre si esibisce in un assolo inizia a vomitare sangue, fino ad arrivare a volare trainato da un cavo che lo posiziona su una pedana sospesa proprio sotto il tetto del palco, a 10 metri di altezza da terra, innalzandolo quasi a dio, un vero e proprio God of thuhder.
Si torna con i piedi per terra ed arrivano Cold gin, Love gun e Black diamond, che vanno a chiudere la prima parte di concerto.
Il tempo di una brevissima pausa e si riparte col piede sull’acceleratore, per gli ultimi tre brani senza pause, come fosse un unico medley di chiusura: prima Shout it out loud, per poi salutare coi due pezzi forse più famosi della band, ovvero I was made for loving you e ovviamente Rock and roll all nite come gran finale. Pubblico in delirio, tutta l’Arena in piedi a ballare e cantare, tripudio sul palco: coriandoli, girandole di fuochi d’artificio, fiamme, e chi più ne ha più ne metta.
18 pezzi per un’ora e 40 di energia e di rock allo stato puro, per quello che non è solo un concerto, ma uno show nel vero senso della parola, per dimostrare che se i Kiss hanno venduto più di 100 milioni di dischi e sono stati inseriti nella Rock’n’roll hall of fame un motivo ci sarà.

Questa la scaletta del concerto:
1. Detroit rock city
2. Deuce
3. Psycho circus
4. Creatures of the night
5. I love it loud
6. War machine
7. Do you love me
8. Hell or hallelujah
9. Calling Dr. Love
10. Lick it up
11. Assolo di basso di Gene Simmons
12. God of thunder
13. Cold gin
14. Love gun
15. Black diamond

16. Shout it out loud
17. I was made fot loving you
18. Rock and roll all nite

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".