#SuonoMegliodiCesareo è contest rock dell’anno.

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Un chitarrista “da paura” come Davide Civaschi ovvero “Cesareo” di Elio e Le Storie Tese, la Hukapan casa discografica di Eslst, la collaborazione di Sounday, digital music ecosystem che sostiene lo sviluppo musicale italiano. Sono i protagonisti del seguitissimo gioco musicale on line Suono meglio di Cesareo che lo scorso mese di marzo ha visto sfidare su You Tube il grande chitarrista da parte dei fan di Elio. Il contest, visto il successo straordinario in termini di visualizzazioni ( più di 40.000 con 650 ore spese dagli utenti nel guardare il video, mentre l’hashtag dedicato è stato utilizzato circa 1.500 volte) è stato indicato alcuni giorni fa da YouTube a Bruxelles come uno dei trionfatori dell’anno.
Tutto nasce da un’idea della Hukapan, in cerca di un’interazione diretta ed esclusiva con i fan della band di Elio, e ruota intorno alla eccezionali capacità tecniche di Cesareo: se non lo conoscete guardate la sua “Tapparella” su You Tube, anche nella versione in cui rivaleggia con Santana, per rendervene conto. È proprio lui a invitare la community della band su YouTube a seguire alcuni dei propri video tutorial e quindi a partecipare a un contest d’eccezione. Per meritarselo devono eseguire a modo loro una delle cinque canzoni proposte dal gruppo (Heavy Samba, Shpalman, Come gli Area, Uomini col borsello, Fossi figo) con l’obiettivo di…superare l’interpretazione del “maestro”. Pubblicato il video con l’hashtag dedicato SuonoMeglioDiCesareo sono stati selezionati 6 vincitori (su 100 partecipanti) per un pomeriggio chitarristico con Cesareo in persona negli studi di Elio e le Storie Tese. Per valorizzare ulteriormente la community, al termine del gioco sono stati sviluppati cinque video a nome “I Cesarios” contenenti i brani del contest basati sulle interpretazioni dei partecipanti che hanno ottenuto circa 20.000 visualizzazioni.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.