Addio Laura Antonelli. Sempre sulla scala di Malizia

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Se ne è andata a 74 anni di infarto. Si chiamava Laura Antonelli per noi al cinema, il suo vero nome era Laura Raponaz, profuga istriana, classe 1941 da Pola, oggi Croazia. Era un’insegnante di ginnastica. Nell’immaginario italiano di una certa epoca (era il 1973, aveva 32 anni) sarà per sempre su quella scala, per sempre Angela La Barbera, la servetta (ai tempi non si usava il termine colf) di Malizia, con l’abito di cotonina e il reggicalze da spiare, che intriga l’adolescente Alessandro Momo e il padre Turi Ferro. Puro Edipo in sudore di sud. Esportato, come vedete dalle locandine, anche in Asia. Il regista Salvatore Samperi l’aveva trasformata nell’icona che segna il passaggio dalla commedia all’italiana che sfotte e rimastica il boom, alla commedia dell’Italia pruriginosa che si scoscia e comincia ad affrontare i suoi tabù. Adesso sembra una lezione di sociologia, allora era la vena goliarda del post ’68, o più semplicemente la scusa per vedere una bella donna. Laura Antonelli aveva cominciato nel ’64 nel Magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli. Dovrà fare altri 15 film (con Franco e Ciccio, Gassman, Sordi, Lando Buzzanca, Jean Paul Belmondo) prima di Malizia , poi si cristallizza con Sessomatto di Risi, a episodi, in coppia con Giancarlo Giannini, poi altri cinque film dopo appare (e proprio con Giannini) nel dannunziano L’innocente diretta da Visconti.  Altri 21 film dopo, nel 2000, sempre diretta da Samperi, prova a chiudere l’icona col millennio: Malizia 2000. Lì invece si chiude il capitolo attrice e si apre  un calvario di chirurgia plastica non riuscita, droga e processi senza fine. L’ultima testimonianza su di lei è nel Cervello di Alberto Sordi di Tatti Sanguineti, quando Rodolfo Sonego  la racconta fiera e “pazza”, che vive d’amore e di botte con Belmondo e che manda all’aria offerte americane con un mitico “no me piase, no me interesa”. Altre dive, altra epoca.

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori