La regola del gioco. È la stampa, bellezza?

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La regola del gioco
Un film di Michael Cuesta. Con Jeremy Renner, Rosemarie DeWitt, Ray Liotta, Tim Blake Nelson, Barry Pepper.
Voto 6 +

Ricorda tanti film La regola del gioco, americani e no, su indagini politiche e no, e insieme lascia un senso di insoddisfazione… La storia è quella anni Ottanta del reporter Gary Webb, del San José Mercury News che, “usato” a sua insaputa per depistare un processo dalla  pupa di un gangster, viene (diciamo così) “risarcito” con una dritta sul narcotraffico del crack in crescita a Los Angeles: indaga e seguendo lo spaccio e la guerra per bande losangeline inciampa nel filo rosso che dalla Cia porta ai Contras antisandinisti in Nicaragua. È uno scoop: la Central Intelligence Agency, cioè un servizio di sicurezza governativo, aiuta lo spaccio -e quindi l’intossicazione della gioventù americana- per foraggiare milizie che destabilizzano un governo straniero. È ovvio che ti aspetti dalla Cia palate di fango sul giornalista. Quello che non ti aspetti è il trattamento che gli riservano le grandi testate per la rabbia di non essere arrivate prima sulla notizia. La vita privata di Webb viene messa sotto il torchio: emerge un banale tradimento, le sue parole vengono messe in dubbio, la sua vita professionale viene progressivamente smantellata. Al momento di ricevere il premio come giornalista dell’anno è distrutto. L’amara ironia del tutto è riservata alle note di coda, quando sappiamo che il vero Webb si suicidò, che il suo servizio era perfetto e che lo scandalo politico militare che ne risultò venne oscurato dallo scandalo sessuale Lewinsky – Clinton. Ma è come se la grande inchiesta e la grande ingiustizia siano rimaste sullo sfondo e la regola del gioco non è chiara: zitto o peggio per te?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori