Marta Sui Tubi a Trento. Tra passione e talento

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La travolgente visceralità dei Marta Sui Tubi conquista Trento. Ospite del concorso musicale “CMA Awards”, il terzetto di origini siciliane ha dato vita a un’esibizione al fulmicotone. Il power-trio formato da Giovanni Gulino (voce e synth), Carmelo Pipitone (chitarra) e Ivan Paolini (batteria) ha dimostrato tutto il proprio valore nel risicato tempo a disposizione, spaziando lungo tutto il repertorio di una carriera iniziata nel 2003 con “Muscoli e dei”. Ed è proprio con la title-track del disco, ristampato di recente, che i Marta Sui Tubi attorno alle 23 iniziano il live-set, fondendola con quella “Rusty Cage” dei Soundgarden, magnificamente coverizzata da Johnny Cash.
In scaletta viene l’ora della splendida “Vorrei”, presentata a Sanremo nel 2013, seguita dal filotto altrettanto bello firmato “L’abbandono”, “Cinestetica” e “La spesa”, tratte da “C’è gente che deve dormire” (2005) e “Sushi & Coca” (2008), rispettivamente secondo e terzo album della band di Marsala. “L’abbandono” e “La spesa” sono riarrangiate per sottrazione, dimostrando la forza intrinseca di due tra le più belle canzoni del loro repertorio.
La travolgente “L’unica cosa” istiga al pogo il numeroso pubblico accorso, mentre sono cantati in coro cavalli di battaglia quali “Di vino” e “Vecchi difetti”, che parte reggae sfoderando un arrangiamento tutto nuovo. Gulino con la voce fa ciò che vuole, mentre Pipitone dimostra tutta la sua indole metal applicata alla chitarra acustica in episodi come “Il giorno del mio compleanno”, “Muratury” e “Perché non pesi niente”. Il tempo è tiranno ma c’è ancora spazio per “Cristiana” e il bis di “Camerieri”, richiesto a gran voce dal pubblico.
I Marta Sui Tubi, anche se orfani per scelta di due ottimi musicisti come Mattia Boschi e Paolo Pischedda, dimostrano in questo loro ritorno alle origini di essere comunque una delle migliori formazioni live presenti in Italia. L’urgenza dei loro tempi dispari e la cruda poesia visionaria dei testi formano un binomio davvero unico e l’intesa sul palco è assolutamente straordinaria. I siparietti comici tra Gulino e Pipitone su argomenti di stretta attualità, come le deliranti prese di posizione della Lega su meridionali e immigrati in campagna elettorale, sono uno spettacolo nello spettacolo. Peccato sia durato poco, per quanto intenso e concentrato: senza dubbio i Marta Sui Tubi avrebbero meritato un minutaggio maggiore, a scapito di alcune lungaggini nella gestione della serata.

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Fabio Nappi
Nato a Trento nel 1973. Laureato in giurisprudenza. Giornalista pubblicista, scrivo dal 2004 di musica e spettacoli sulle pagine del Corriere del Trentino - Alto Adige. Appassionato di musica di (quasi) tutti i generi: cantautori italiani e grandi del rock internazionale in primis. Colleziono compulsivamente cd e amo seguire i concerti dal vivo. Cinema, viaggi, libri e calcio (faccio pure l'arbitro) le altre mie passioni.