Musicultura 2015: trionfa la “Dannata felicità” di Gianmarco Dottori

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Domenica sera, nella splendida cornice dell’Arena Sferisterio di Macerata, è andata in scena la finalissima di Musicultura, Festival della canzone popolare e d’autore, concludendo così la 26a edizione della rassegna. La serata è stata condotta da Fabrizio Frizzi, e trasmessa in diretta sulle frequenze di Rai Radio1 e in streaming sul canale YouTube della rassegna.
Sul palco i quattro finalisti, vincitori delle due precedenti serate, che si sono sfidati per la vittoria finale e l’assegno da 20.000 euro messo in palio da UBI – Banca Popolare di Ancona.
Rompere il ghiaccio è toccato a Davide di Rosolini con Che fine ha fatto la poesia?, ironico brano di teatro-canzone, stile che da sempre contraddistingue il cantautore siciliano, che ha avuto un passato anche da artista di strada.
Dopo di lui è stata la volta dei Turkish Cafè, maceratesi e che quindi giocavano in casa, con tanto di tifosi al seguito con bandiere e striscioni, che hanno presentato L’amore cade addosso, pezzo dalla musica vivace, estiva e con un’ottima interpretazione da parte della cantante Veronica.
gianmarco-dottori-in-concerto-L-CSQHuFIl terzo a salire sul palco è stato Gianmarco Dottori, cantautore romano con alle spalle già diverse soddisfazioni e successi: nel 2010 ha aperto il concerto di Ligabue allo Stadio Olimpico di Roma, ha vinto il Festival della canzone d’autore italiana di Isernia e l’anno scorso ha partecipato a The voice, nel team Noemi, arrivando fino alla soglia della finale. Il brano Dannata felicità pesca a piene mani dalla tradizione del cantautorato romano più puro, partendo dal Folkstudio di De Gregori e Venditti, per arrivare fino a figure storiche come gli indimenticati Aldo Donati e Gabriella Ferri. Tutte componenti che vanno a formare una canzone davvero interessante per la commistione tra pop e stornello e tra lingua italiana e dialetto romanesco.
Ultima dei quattro finalisti, la napoletana Flo, con Ad ogni femmina un marito, anche qui brano intriso di dialetto che rappresenta uno spaccato di vita di qualsiasi paesino del sud, dove si ha la sensazione che, fin dalla nascita, le donne siano destinate ad intraprendere un iter prestabilitito, che le porta a sposarsi quanto prima, fare figli e dedicarsi incondizionatamente alla famiglia. Qui invece va in scena un dialogo tra una madre e una figlia che sceglie di fare una vita diversa da quella che tutti si aspettano.
Finite le esibizioni dei cantanti in gara, il pubblico in sala ha il tempo di votare assistendo alle performances degli ospiti musicali di quest’ultima serata, partendo da Syria che omaggia prima Mina, cantando Sogno, poi Gabriella Ferri, intonando Sempre, e duetta con Amara sulle note di C’è tempo di Ivano Fossati. E proprio la cantautrice pratese diventa protagonista sul palco con Credo, brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo, e Giorni.
Si va avanti con lo spettacolo ed arriva il momento più emozionante e toccante dell’intera rassegna: il professor Roberto Vecchioni regala alla platea un mini-concerto acustico con 6 tra le sue più belle canzoni: L’ultimo spettacolo, Io non appartengo più, Piccolo amore, Le lettere d’amore, Figlia e Luci a San Siro, raccogliendo, la meritata standing ovation di tutto lo Sferisterio, per quella che è stata mezz’ora di una vera e propria lectio magistralis di poesia in musica.
C’è spazio anche per l’esibizione dell’ultimo ospite, Brunori sas, che omaggia Sergio Endrigo sulle note di Via Broletto 34, brano che parla di un delitto passionale, datato 1962 ma mai così attuale.
E’ quasi l’una, in platea nonostante il solstizio d’estate ci si copre come può, tra sciarpe e coperte, e finalmente Fabrizio Frizzi annuncia il nome del vincitore: è Gianmarco Dottori, che con la sua Dannata felicità ha saputo conquistare il pubblico e che porta quindi a casa un successo più che mai meritato, augurandoci che per lui sia solo l’inizio di una carriera lunga e piena di successi.
Qui sotto il video della canzone vincitrice, registrato durante il concerto di presentazione dei 16 finalisti tenutosi qualche mese fa a Recanati.

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".