Ne abbiamo parlato in aprile in occasione della presentazione  al Sundance Festival ed è passato al Biografilm Festival a Bologna:  Going Clear: Scientology and the Prison of Belief  (da noi tradotto Going Clear: Scientology e la prigione della fede) è un documentario di Alex Gibney (lavori sulla Enron, sulle Freakonomics, sulle inchieste per pedofilia nella chiesa cattolica  Mea Maxima Culpa, e Oscar nel 2008 per Taxi to the Dark Side sui fermi illegali di sospetti dell’11 settembre) e si basa sul libro del premio Pulitzer Lawrence Wright, che ha un titolo simile Going Clear: Scientology, Hollywood, and the Prison of Belief, con quella “Hollywood” in più  che dà un’idea di che ramificazioni abbia la struttura nel mondo dello spettacolo americano  (e spiega anche perché il docu abbia avuto vita controversa negli Usa).  Nella prima parte racconta com’è nata Scientology e ci introduce a materiale d’archivio sul fondatore Lafayette Ron Hubbard (che anche i non adepti conoscono come scrittore di fantascienza), utile a inquadrare il personaggio -decisamente controverso- e anche a rileggere in trasparenza il ruolo di Philip Seymour Hoffman in The Master di Paul Thomas Anderson, che comunque non parlava esplicitamente di Scientology. Il lavoro di Gibney  spiega come funziona la teoria esposta in Dianetics di Hubbard e ascolta le rivelazioni di alcuni personaggi che ne sono usciti: tra questi c’è il doppio Oscar per Crash Paul Haggis, il secondo nella linea di comando di Scientology Mark Rathburn, l’ex capo dell’Office of Special Affairs Mike Rinder, l’attore Jason Beghe e Sylvia Taylor, che avrebbe avuto una liaison con John  Travolta. Contattati per interviste durante la lavorazione, Tom Cruise, John Travolta e l’attuale leader di Scientology David Miscavige (testimone di nozze di Cruise) si sono rifiutati di rilasciare interviste. A documentario uscito, come era prevedibile, Scientology ha messo annunci sul New York Times e sul Los Angeles Times in cui ha definito prive di credibilità le fonti utilizzate.  Il tema della temimonianza “priva di credibilità” è stato utilizzato anche da Travolta che non ha voluto né vedere né commentare il documentario. L’argomento che ha più appeal per lo spettatore cinematografico è di sicuro la tortuosa vita matrimoniale di Tom Cruise , non solo con Nicole Kidman (e su questo non c’era bisogno di attendere il documentario su Scientology): Cruise appare soprattutto come uomo immagine di forte rappresentanza per la “chiesa” (Scientology ha lo status di religione solo in alcuni stati nel mondo, in Europa quasi mai mentre negli Usa il riconoscimento come “chiesa” è fondamentale per la questione tasse, e se alcune delle tesi del docu venissero confermate questa esenzione rischierebbe di cadere…). Cruise pare abbia raggiunto un livello molto alto nell’organizzazione, per cui si fa notare che la sua privata è legata a doppio filo al destino del gruppo: agli occhi di Scientology chiunque abbia a che fare con la psichiatria è dalla parte opposta e Nicole Kidman  aveva il torto di essere figlia di uno psicologo… Comunque Cruise appare in immagini di repertorio ufficiali in cui viene premiato per la sua …fede. Molto più interessante la testimonianza del regista e sceneggiatore Paul Haggis che con molta flemma racconta come è riuscito a uscire dal gruppo dopo molti anni. Un lungo articolo e la recensione  su Hollywood Reporter.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori