Le “ragazze” vogliono solo divertirsi

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“… When the working day is done, Oh, girls, They wanna have fun… Oh, girls, Just wanna have fun”

Un grande artista deve saper entrare ed uscire, più volte e con naturalezza, da una fantastica follia. Deve saper volare ed atterrare, quando necessario. Deve saper raccontare i suoi sogni ricamandoli, con magia, su di uno spartito di realistica attualità. Cyndi Lauper ha saputo esprimere autenticamente queste doti, senza dimenticare di divertirsi, come in fondo fanno tutte le ragazze…

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Gioiosa e colorata giullare della musica Cyndi, da ragazzina, con la sua band, cantava “Somebody To Love” o “Volunteers” dei Jefferson Airplane piuttosto che  “Whole Lotta Love” e “Baby I’m gonna leave you” dei Led Zeppelin. Più tardi da “star”, oltre ai suoi celebri successi, ha interpretato Marvin Gaye, “What’s Going On” e scritto un brano che sarebbe entrato nel repertorio immortale di Miles Davis: “Time After Time”. Ha reso indimenticabile la sua performance di “Another Brick in The Wall” con Roger Waters in una festante Berlino senza muro. Non molti anni fa, ha voluto rendere omaggio a Jackson Browne con “Stay” e ad Edith Piaf con una splendida versione dell'”Inno all’amore”. Ancora più recentemente, ha curato come compositrice la colonna sonora del musical “Kinky Boots” vincendo il Tony Award; la trama è la storia di un’azienda di scarpe in crisi, che si ricicla con successo, realizzando stivali per Drag Queen. Tutto ciò dimostra quanto Cyndi Lauper sia infinitamente “no code” (senza categoria), aperta, eclettica, bizzarra e mostruosamente fantasiosa.

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Quella sera, di ritorno da uno show televisivo, stavamo andando al ristorante. Era il 1995, periodo in cui si promuoveva l’album “Twelve Deadly Cyns” e, soprattutto, la nuova versione di  “Girls Just Want To Have Fun” ovvero “Hey Now”. Di aneddoti con Cyndi ne ho realmente molti: la sua spontaneità ha sempre reso molto gradevole la collaborazione tra di noi. Un breve episodio è tra i miei primi racconti su www.spettakolo.it “Ballando con le Stelle”. Ricordo, all’epoca di “True Colors”, di averla accompagnata, con una bellissima carrozza trainata da quattro cavalli, agli studi di “Fantastico” a Roma dove Pippo Baudo l’attendeva con la scarpina di cristallo, come nella favola di Cenerentola. Cyndi Lauper si prestava volentieri a partecipare, in modo originale e alternativo, agli show televisivi.

Bene, questa volta non eravamo in carrozza ma in auto, anzi due auto. In una c’ero io con Cyndi, nell’altra quattro personaggi grotteschi, le celebri Drag Queen: uomini mascherati da donna, in modo esagerato ed appariscente. Infatti, il video e le performance di “Hey Now”  prevedevano la coreografia con alcune Drag Queen.

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Il ristorante, che avevo fatto prenotare, era uno di quelli tradizionali, di buona qualità, ma molto tradizionali. Arredamento d’epoca, camerieri con divisa classica, giacchetta bianca e pantalone nero, la cui età media superava abbondantemente i settant’anni ed una clientela, che si aggirava più o meno intorno alla stessa età, composta da silenziose coppie molto borghesi, anziane, con aria stanca, annoiata e molto all’antica. La scelta del posto era dovuta alla vicinanza del ristorante all’hotel e al fatto che non ci avrebbero fatto storie per un eventuale ritardo. Infatti siamo arrivati piuttosto tardi.

Una volta giunti al ristorante, Cyndi Lauper ed io siamo entrati per primi. Il proprietario ed i camerieri ci sono venuti incontro e, gentilmente, ci hanno accompagnati verso il nostro tavolo. I colori dell’abbigliamento e dei capelli di Cyndi non sono passati inosservati; tutti i presenti si sono girati verso di noi con sguardi allibiti e sorpresi. Ma lei è Cyndi Lauper, la sua fama per essere alquanto originale è nota a tutti e, quindi, passi la stravaganza… qualche minuto più tardi, entrano le Drag Queen.

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Il loro ingresso suscita immediatamente un enorme scompiglio. Da tutti i tavoli si solleva un coro di “Ooooooh,.. Uuuuuuh… Ma chi sono questi… Che è questa roba… E queste da dove arrivano”. Tutti i clienti si girano e si rigirano con palese imbarazzo osservando le quattro Drag Queen con indignazione e disgusto. I commenti, sottovoce, sono borghesemente volgari; Cyndi appare molto divertita dalla situazione, forse, ormai, anche abituata. Il proprietario lo era un po’ meno e ci chiede, molto cortesemente e con malcelato disagio, di trasferirci in una saletta privata, tutta per noi. Certamente non poteva trattarci male, memore del fatto che ogni tanto mi recavo al suo ristorante con qualche artista, non ultimo il più sobrio Bruce Springsteen. E così, sorridendo, ci ha tolto dalla visuale della sua abituale clientela.

Ora, non vi voglio tediare con il racconto del resto della serata. Posso solo dirvi che, una volta che tutti gli ospiti “tradizionali” se ne erano andati, una mezza dozzina di “anziani” camerieri e lo stesso proprietario, superati gli indugi, restarono fissi nella nostra saletta ridendo e divertendosi alle battute di Cyndi con le sue “colorate” amiche e finendo a cantare tutti in coro seduti, letteralmente, in braccio alle rocciose Drag Queen. In fondo, le “ragazze” vogliono solo divertirsi…e i camerieri, ne hanno da raccontare ai loro nipotini! …

me and Cyndi
me and Cyndi

When the working day is done,

Oh, girls,

They wanna have fun.

Oh, girls,

Just wanna have fun

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.