10 anni fa il miracolo inatteso: la reunion dei Pink Floyd al Live 8

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Tutto inizia il 12 giugno 2015. La voce che girava sottotraccia viene ufficializzata dalla BBC sul suo sito: il 2 luglio, al Live 8 di Hyde Park ci saranno anche i Pink Floyd. Tutti e quattro.
La notizia nel tempo di un amen fa letteralmente il giro del mondo, e il concerto londinese assume un significato storico, oltre che etico. Dopo 24 anni la band che ha cambiato la storia del rock torna unita sullo stesso palco per un’unica occasione e per una grande causa: l’obiettivo del Live 8, infatti, è far pressione sui leader politici delle nazioni più ricche e potenti del mondo per cancellare il debito delle nazioni povere, incrementare e migliorare gli aiuti verso di esse, e negoziare regole commerciali più eque.
Per questo motivo Bob Geldof, già organizzatore del Live Aid 1985, ha promosso una nuova edizione dell’evento che consiste in una serie di concerti organizzati nelle nazioni appartenenti al G8. E allora Londra, Parigi, Berlino, Roma, Philadelphia, Toronto, Tokyo, Mosca. Centinaia di artisti uniti sul palco per un solo, grande e nobile scopo.
Il concerto nella capitale britannica rimane ovviamente quello più affascinante, con una line up composta di veri mostri sacri: U2, Coldplay, Elton John, R.E.M., Madonna, Sting, Robbie Williams, gli Who e Sir Paul McCartney.
Ma al momento dell’annuncio della reunion dei Pink Floyd non ce n’è più per nessuno: radio e tv parlano solo di loro, gli altri passano di colpo in secondo piano, è la notizia musicale dell’anno, forse dell’intero decennio e tutti stanno aspettando il 2 luglio per vedere cosa succederà.
Solo Bob Geldof poteva riuscire in quest’impresa. Lui che è da sempre amico dei singoli membri della band, lui che è stato anche il protagonista del film The wall, del 1982, impersonando proprio Pink, alter ego musical-cinematografico di Roger Waters.
La storia che ha portato la band alla partecipazione ce la racconta direttamente Nick Mason: “Bob parlò con David Gilmour e David non era smisuratamente entusiasta. Con buone ragioni, secondo me. Lui è nel mezzo di un progetto solista. Bob mi telefonò dicendomi: ‘Dave non lo farà’. Ed io pensai, beh questo è Dave: puoi portare un cavallo fino all’acqua ma non puoi farlo bere. Nel caso di Dave non puoi nemmeno portarlo vicino all’acqua. Ma poi Bob parlò a Roger e lui era d’accordo. Io penso che lui sentisse – noi tutti sentivamo, davvero – che era stata una vergogna non suonare al Live Aid, ma non esistevamo come band in quel periodo. Quindi Roger chiamò David e ciò lo convinse.”

Uno scatto dalle prove per il Live 8
Uno scatto dalle prove per il Live 8

Le prove iniziano tardi, solo il 28 giugno e, nonostante da ben 24 anni non suonino più insieme (l’ultimo concerto dei Floyd con Waters fu il 17 giugno 1981 all’Earls court per la data conclusiva del The wall tour) ci vorranno solo tre giorni per ritrovare il feeling e l’alchimia di sempre e per costruire la scaletta del mini-concerto.
Ad accompagnare Waters, Gilmour, Wright e Mason ci sono: Jon Carin (tastiere e voci), Dick Parry (sax), Tim Renwick (chitarre) e Carol Kanyon (cori).
E si arriva così al 2 luglio, Hyde Park. Dopo gli Who, prima della chiusura affidata a Paul McCartney.
24 minuti sul palco insieme, uno per ogni anno passato lontani, distanti, a litigare. Ultima volta di qualcosa che non tornerà più, vista anche la morte di Richard Wright nel 2008.
Poche, pochissime parole affidate a Roger durante l’intro di Wish you were here: “E’ molto emozionante stare qui con questi tre ragazzi dopo tutti questi anni. Qui per esere contati insieme a voi. Comunque, stiamo facendo questo per tutti quelli che non sono qui, ed in particolare, ovviamente, per Syd”.
Il resto è storia, e la potete rivivere qui sotto.

Questi i brani:
1. Speak to me
2. Breathe
3. Breathe reprire
4. Money
5. Wish you were here
6. Comfortably numb

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".