Duri si diventa. Corso accelerato

Ricco bianco innocente si fa addestrare alla galera da povero nero bugiardo

13
0

Duri si diventa
di Etan Cohen
con Will Ferrell, Kevin Hart, Alison Brie, T.I., Craig T. Nelson.
Voto 6 meno

Will Ferrell, trader bianco ricco e babbeo ai bordi di un’ottusa felicità,  viene arrestato dall’FBI per frode fiscale. È innocente ma si becca 10 anni di carcere duro a San Quintino: 30 giorni per rimettere in ordine le sue cose. Terrorizzato all’idea della galera, Ferrell assolda Kevin Hart (che tira avanti a fatica come lavamacchine) per farsi preparare alle terribili prove che l’attendono. Hart per la verità non è mai stato in galera, ma le statistiche che leggono i manager bianchi sui neri poveri dicono  di sì e lui ha bisogno di denaro, quindi si finge il duro che non è, trasforma la villa di Ferrell in una prigione e lo incanaglisce in buffi modi, convincendolo a prove di sopravvivenza tipo picchiarsi con sconosciuti al parco, domestici, giardinieri  e chihuaua. Rimane il problema di come prepararlo  alle sicure violenze sessuali e lavorare sul turpiloquio, la forza fisica e le rivolte in carcere usando tutti i luoghi comuni del cinema penitenziario. Incontro finale con membri di una gang vestito da gansgta di periferia usando i dialoghi di  di Boyz’n the Hood e poi banda di motociclisti di Alleanza Bianca. È chiaro che la sceneggiatura pesca a piene mani nei generi: Ethan Cohen (che non va confuso con Ethan Coen dei fratelli Coen, senza la “acca”) è  uno sceneggiatore specialista in riuso di luoghi comuni all’esordio in regia: prima ha scritto Tropic Thunder, Madagascar 2, Men in Black 3. La battuta più bella: Hart- “Lavo le macchine perché le mie mani sono insanguinate”. Ferrell – “Come Lady Macbeth”.

 

 

CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori