Hong Kong: la “non Cina” nella Cina

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Hong Kong mostra, fin dal primo sguardo, la sua incredibile anomalia. Se guardi in alto, ti sembra di essere a New York, con i suoi grattacieli scintillanti che accarezzano le nuvole. Se guardi in basso, ti sembra di essere in Cina, con mille bancarelle che vendono qualsiasi cosa: dalle stringhe delle scarpe alla zuppa di noodles.

Sarto di strada
Sarto di strada

Ma come, Hong Kong non è in Cina? Tecnicamente sì, ma non ditelo ai suoi abitanti che, in virtù della lunga indipendenza dalla Cina, come “colonia” dell’Impero Britannico, hanno sviluppato un’autonomia e un modo di pensare completamente diverso dai loro “cugini” più prossimi, con non poche difficoltà di adattamento, quando Pechino si è ripresa questo pezzo di terra, nel 1997.

Questa regione amministrativa speciale è suddivisa in 18 distretti, raggruppabili in 3 grandi gruppi: Isola di Hong Kong, Kowloon e Nuovi Territori. Per girarla bene, prendetevi il vostro tempo: ne servirà molto. Se, come me, ci siete stati di passaggio per pochi giorni, diretti verso altre mete, concentratevi su Kowloon e sull’Isola di Hong Kong.

Contrasti
Contrasti

Come di consueto, il focus dei miei suggerimenti è legato al cibo. E quindi non posso che consigliarvi di cenare nel superpopolare mercato di Temple Street a Kowloon. Questo mercato straordinario, dove si trova un po’ di tutto, dai vestititi all’artigianato, dai copri-cellulare ai servizi da tè in ceramica  dai set di bacchette a..  qualsiasi cosa…, la sera diventa un susseguirsi di ristoranti, che offrono ogni genere di prelibatezza, soprattutto pesce e frutti di mare. Preparatevi a mangiare con le mani o, quando va bene, con le bacchette e a utilizzare, come tovaglioli, lunghi strappi di carta igienica posizionata al centro dei tavolacci dove si mangia tutti insieme. Se avete il dubbio su cosa ordinare, guardate nei piatti degli altri e indicate. Ma quasi tutti si fanno capire e i menù sono anche in inglese.

Ristoranti Temple Market
Ristoranti Temple Market

Nei mercati alimentari la merce più curiosa è senza dubbio il pesce essiccato; ma non mancano pesce fresco e crostacei, carne (soprattutto maiale e pollame) e una gran quantità di verdure e di spezie.

Mercato di strada
Mercato di strada

E tra tutti i ristoranti possibili e immaginabili, uno spicca per originalità: si chiama Ser Won Fun e si trova nel distretto Central di Hong Kong, incastrato tra le stradine e le bancarelle non lontano dall’imbarco del Ferry. Quando ci siamo stati, io e mio marito eravamo gli unici due stranieri in tutto il ristorante, e questo è già un buon motivo per andarci. Qui, su suggerimento delle nostre compagne di tavolo (visto che il menù era solo in cinese) abbiamo provato la zuppa di serpente e l’anatra barbecue: ottima scelta.

In un ristorante specializzato in dim sum (una varietà di piccole porzioni di piatti tipici della cucina cantonese) con cucina a vista, che si poteva “sbirciare” da dietro un grande vetro, ho avuto il privilegio di essere invitata in cucina a preparare una porzione di ravioli al vapore, che mi sono stati serviti insieme alle pietanze che avevo già ordinato: un’esperienza unica e divertente che non posso mancare di documentare.

In cucina a Hong Kong
In cucina a Hong Kong

Hong Kong meriterebbe senz’altro una visita più approfondita dei tre giorni trascorsi sulla strada verso il Vietnam. Ma c’è sempre tempo, no?

L’IDEA DA PORTARE A CASA: RAVIOLI AL VAPORE

Ad essere onesti, è molto più facile acquistarli già fatti, o cercare nelle gastronomie orientali le sfoglie già preparate, che solitamente vengono vendute surgelate. Ma se, come me, volete cimentarvi in questa eccelsa arte di manualità, preparate semplicemente una pasta con farina 00, poco sale acqua quanto basta per ottenere un impasto sodo e che si possa stendere con facilità a mano o con la macchinetta. Ricavate dei dischi di pasta e riempiteli con carne o pesce, precedentemente saltati in padella con germogli di soia e carote grattugiate e/o verza affettata sottile. Se siete vegetariani potete utilizzare le verdure che preferite, sempre sfumate con la soia. Saldare i bordi con le dita, tenendo i ravioli delicatamente nel palmo della mano Per cuocerli a vapore (con gli appositi cestelli di bambù o qualsiasi vaporiera) ricordarsi di appoggiare i ravioli su foglie di cavolo, per non farli attaccare.

Servire con salsa di soia e aceto di riso

I miei ravioli al vapore
I miei ravioli al vapore
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Ivana Masiero
Da sempre amante e cultrice della buona cucina, grazie a una continua formazione e a una ricerca personale, ha intrapreso da alcuni anni la professione di cuoca a domicilio, dando vita a ricette che uniscono tradizione e innovazione (www.cuocacasa.com). Viaggiatrice appassionata, non manca mai, nel corso dei suoi soggiorni in Italia e all’estero, di ricercare ingredienti locali e, dove possibile, cucinarli sul posto. A volte infilandosi nella cucina di un ristorante ad Hong Kong, altre acquistando i prodotti al mercato e inventando cene sfiziose ovunque si trovi. A Milano, ha frequentato il corso di alta cucina presso l'Istituto di Cultura Enogastronomica Altopalato e i corsi dello chef Sergio Mei, presso l’Hotel Four Seasons. E’ consulente per l’ideazione dei menù del ristorante italo-baiano "Marinata" di Salvador de Bahia (Brasile), oltre che vincitrice di numerosi concorsi legati a Gambero Rosso Channel.