I Colori del Rock: Carlo Montana

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Non sono  un esperto d’arte. Alcune immagini, i loro colori, mi trasmettono le stesse emozioni che mi trasmette certa musica. Questi, per me, sono: “I colori del Rock”.

Inspira, respira e sottovoce urla:- “All we are saying…  is give peace a chance… All we are saying… is give peace a chance… Peace & Love” – a questo punto, dipingi.

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Credo si possa definire Carlo Montana il più grande “deejay della pittura”. La sua tavolozza ed i suoi pennelli sono la consolle con la quale mixa Leonard Cohen e Jimi Hendrix, Patti Smith e Lou Reed, Bob Dylan e Janis Joplin, Beatles e Rolling Stones.

Eppure nasce con ritratti di donna, di Orsola, colei che lui ama, con panorami della campagna in cui vive, tra “pane e solitudine”,  giusto per citare una sua affascinante e malinconica opera.

Voi, fedeli del rock, andate in pellegrinaggio a Zibido San Giacomo e troverete il vostro tempio, tutta l’essenza per cui siamo stati creati con vista ed udito.

Montana l'ultima cena

Il suo ritiro, il suo rifugio, il suo studio, sono nella Bassa Milanese, tra pioppi e risaie. Una grande cascina che ti accoglie con adeguati murales e  una vetrina che ti comunica immediatamente ed in modo perentorio: la svolta rock di Carlo Montana. L’emozione ti aggredisce, comunque inaspettatamente, quando fai ingresso nel suo ampio studio. Il museo di Woodstock è nulla a confronto. Cammini facendo una gincana tra  quadri raffiguranti i più celebri personaggi del rock, tra gigantesche chitarre illuminate da colori  e da icone superbe, libri, dischi, le copertine di molti dei quali sono state disegnate dallo stesso Montana.  Ovunque, tra scaffalature, pareti e tavoli, in ogni angolo, vi è la più bella raccolta di immagini della musica.

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I suoi quadri nascono nel migliore dei modi, nel migliore dei mondi: ecco il deejay Carlo Montana, alla consolle con i suoi pennelli, dipingere mentre un amico suona, canta e narra di Bob Dylan, dipingere mentre un’amica interpreta i versi suggestivi di Grace Slick. In quelle serate, l’atmosfera fornisce i colori ed il pittore lascia libero l’impulso artistico. Mentre il racconto ed il suono ti avvolgono, vedi crescere l’immagine, prima scarna e successivamente sempre più viva, più forte, più reale.

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Quello che, più di ogni altra cosa, ti colpisce quando conosci Carlo Montana è la sua modestia, la sua semplicità, la sua generosità. Queste virtù, sono il motivo per cui i suoi ritratti hanno delle caratteristiche reali e, non sono contaminati da ricercate originalità. Se scegli di dipingere il rock, la cosa migliore che ti può succedere è che la gente non lo ammiri per la sua raffinatezza, ma lo ascolti per la sua potenza visiva.

L’arte di Carlo Montana non si affida solo alla fantasia, vuole proporti il ricordo, l’atmosfera esatta che, i migliori anni del rock, ti hanno lasciato nella mente, nel cuore e, per molti, esclusivamente nell’immaginazione. Non contempli un solo quadro, contempli l’intero lavoro da lui svolto, quasi volesse trattenere il tempo di un’epoca meravigliosamente espressiva. Le opere di Carlo Montana ti sembrano delicatamente urlare: “Give Peace a Chance: All you need is love… Music is Love… Peace & Love”.

 

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Biografia di Carlo Montana

Carlo Montana nato nel 1954, è cresciuto a Zibido San Giacomo (Milano) dove vive e lavora. Si è diplomato al Liceo Artistico dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Pittore per istinto, per necessità vitale, per volontà, per mestiere, per angoscia, la pittura ha dominato la sua vita. Nel passato è stato trascinato nel vortice della mondanità artistica milanese allestendo alcune esposizioni tra Milano, Firenze e Torino. Vagabondaggi, stordimenti, peripezie con i quali tronca in modo netto per tornare nel silenzio che lo appaga, un silenzio fatto di incertezze e di dubbi, pagando caro il prezzo della sua scelta.

E’ un pittore che vive la propria arte come un’emozione profonda. Lo si capisce guardano tutti i suoi quadri, in particolare quei ritratti di musicisti pieni di colore che da quasi dieci anni realizza collaborando con il noto giornalista e critico musicale, Ezio Guaitamacchi, durante i suoi spettacoli.
La particolare formula che ha dato vita a questa sua peculiare forma d’arte vive sull’incontro delle sue due più grandi passioni: la pittura e la musica.
Un connubio perfetto che fondendosi con la sua profonda sensibilità, si concretizza in ritratti pieni colore di quegli artisti che con la loro musica hanno scritto la storia del rock.

(biografia tratta dalle note di Alberto Belotti)

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.