Il glam-rock di Billy Idol strega Brescia

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Il ghigno beffardo di Billy Idol strega piazza della Loggia a Brescia. La seconda data italiana del rocker britannico, all’interno del Brescia Summer Festival, scalda il cuore dei tanti appassionati accorsi per l’occasione in una delle più belle piazze italiane.
Un pubblico variegato, di tutte le età, dai sessantenni canuti ai ragazzi che lo hanno conosciuto per il suo ultimo “Kings and Queens of the Underground”, l’album che ha rilanciato in grande stile l’astro di Billy nel 2014. E sembra davvero che il tempo si sia fermato quando Billy fa il suo ingresso sul palco, accolto da un’autentico boato: chiodo nero, pantalone nero aderente con tanto di borchie e catene, capello biondo ossigenato e consueto ghigno stampato sul volto.
Non meno scenico l’ingresso del chitarrista Steve Stevens, con tanto di giacca leopardata bianca e nera e una criniera nero corvina da far invidia a Robert Smith. Seduta al lato del palco la moglie e modella Josie Stevens, fasciata in un abito giallo mozzafiato, tacco a spillo e i lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle. Sarà una serata all’insegna del rock e del glamour, fin dall’attacco sulle note di “Postcards from the past”. A seguire l’hit degli anni ’90 “Cradle of Love” e le prime parole di Billy a presentare “Can’t break me down”, dall’ultimo disco che il pubblico dimostra di conoscere a memoria. Mentre Stevens cambia chitarra su ogni pezzo, sfodera una sei corde nera con tanto di led blu a intermittenza per il pogo collettivo di “Dancing with Myself”, il primo grande successo di Billy alla fine degli anni ’70 quando ancora militava nei Generation X.
La temperatura sale e il padrone di casa decide di sfoggiare il tipico look degli anni ’80: gilet nero su un invidiabile torso nudo per “Flesh For Fantasy”, prima grande hit tratta dal capolavoro “Rebel Yell (1984). Si torna al presente con “Save me Now” e poi un bel salto temporale nel punk di “Ready Steady Go”, seconda e ultima concessione al repertorio dei Generation X. Billy Idol si prende definitivamente la scena quando imbraccia l’acustica per eseguire “Sweet Sixteen”, splendido lento che introduce sottolineando la bellezza di suonare in Italia. È il momento di un’altra perla come “Eyes Without a Face”, chiusa da uno strepitoso assolo di Stevens, armato di chitarra viola che spazia dal flamenco all’accenno di “Stairway To Heaven”, mandando in visibilio il pubblico bresciano.
Tra “Whiskey and Pills” e “Blue Highway” Billy lancia piatti autografati tra la folla e poi raccoglie una bandiera sarda, con cui si fascia prima di scatenare l’inferno su “Rebel Yell”, autentico inno generazionale cantato all’unisono dall’intera piazza. C’è ancora spazio per la mitica “White Wedding”, dall’album di esordio “Billy Idol” (1982), e il gran finale di “Mony Mony”, cover di Tommy James & The Shondells, sulla quale Billy si produce in un assolo di chitarra, prima del suo proverbiale urlo ribelle che prelude alla presentazione della band.
Ci sono applausi per tutti, in particolare per l’ottima sezione ritmica, ma soprattutto per i due fuoriclasse Steve Stevens e Billy “Fucking” Idol, come si autodefinisce l’icona del punk per antonomasia. Divertimento, tanta energia e un pizzico di nostalgia per un’ora e quaranta di solido e granitico rock show, che poteva durare un po’ di più… almeno il tempo di riascoltare canzoni indimenticabili come “Hot in the City”, “Catch My Fall” e “Don’t Need A Gun”.

Scaletta:

Postcards from the past

Cradle of love

Can’t break me down

Dancing with myself

Flesh for fantasy

Save me now

Ready steady go

Sweet sixteen

Eyes without a face

Whiskey and pills

Blue highway

Rebel yell

White wedding

Mony mony

 

 

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Fabio Nappi
Nato a Trento nel 1973. Laureato in giurisprudenza. Giornalista pubblicista, scrivo dal 2004 di musica e spettacoli sulle pagine del Corriere del Trentino - Alto Adige. Appassionato di musica di (quasi) tutti i generi: cantautori italiani e grandi del rock internazionale in primis. Colleziono compulsivamente cd e amo seguire i concerti dal vivo. Cinema, viaggi, libri e calcio (faccio pure l'arbitro) le altre mie passioni.