Vasco chiude a Padova il LiveKom015

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Quando Vasco appare sul palco dello Stadio Euganeo di Padova, perfino con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario previsto, il sole ancora non ha dato il suo commiato al pubblico. Il concerto è uno di quelli importanti: si tratta infatti della data conclusiva del LiveKom015, la quattordicesima in poco più di un mese e la seconda consecutiva a Padova.
Il concerto, nonostante le premesse, non è da annoverare tra quelli indimenticabili, complici numeri ben distanti dal sold out del giorno prima e una scaletta piuttosto azzardata.
Lo show fatica a decollare con la serie Sono innocente ma…, Duro incontro, Deviazioni e L’uomo più semplice. Per aprirsi dovrà attendere il quinto pezzo, Dannate nuvole, che regala atmosfera e magia alla serata, che prosegue con il crescendo di Quanti anni hai, Siamo soli, Credi davvero, vero ripescaggio del tour, e Guai, pezzo scanzonato che dal vivo trova una sua bella dimensione.
La seconda metà della scaletta vede prevalere nettamente i brani storici di Vasco: tanto belli quanto, va detto, inflazionati. Ma, d’altra parte, sono queste le canzoni che la gente si aspetta di ascoltare a un concerto del Blasco, quindi è giusto così. Il ripescaggio inaspettato di questa seconda parte di concerto è Sballi ravvicinati del 3° tipo, proposta in chiave tendente al metal dopo gli esperimenti comunque più soft dei tour del ’98 e del ’99.
Vasco appare in forma: nonostante i tredici concerti alle spalle (e soprattutto i 63 anni) sul palco non si risparmia e la band è sempre una garanzia. Come ampiamente annunciato, la svolta heavy riff oriented c’è stata, anche se ha investito il concerto solo in maniera marginale: lo show si contraddistingue per la delicatezza delle canzoni presenti nella scaletta (basti pensare a Nessun pericolo per te in acustico, con il Gallo al contrabbasso), ma è sui pezzi rock che emerge la volontà di Vasco & band di calcare la mano, con arrangiamenti metal che li portano a percorrere strade fino ad ora inesplorate, anche se non sempre il tentativo è premiato con un buon esito. E questo non per demerito dei musicisti, né tantomeno di Vasco, beninteso. Semplicemente per un’inevitabile discrasia tra pezzi nati con chitarra e voce e arrangiamenti in chiave metal. Pezzi così inevitabilmente snaturati.
Esempio lampante è l’intro di Stupendo: un botta e risposta estremamente hard tra la batteria di Will Hunt e la chitarra di Stef Burns a cui avremmo volentieri preferito i soli fraseggi di quest’ultimo. O, ancora, l’interludio, nettamente inferiore a quelli degli anni passati. Infine, un medley composto da canzoni poco più che accennate e che passa anonimamente.
Nel concerto, tuttavia, a prevalere sono i pezzi più dolci e delicati e, infatti, proprio da questi sono rappresentati i momenti di maggior tensione emotiva: La noia, Vivere e Gli angeli, tre canzoni splendide a cui, oltre alla meraviglia di testo, musica e del loro reciproco insinuarsi l’una nell’altro, va aggiunta la grande capacità espressiva di Vasco, in grado di regalare sempre quel qualcosa in più. La sua capacità di emozionare il suo pubblico non ha perso vigore con il passare degli anni. Si è trasformata. Ma la complicità è rimasta immutata. Non a caso i concerto del Blasco sono sempre stati considerati delle messe laiche, in cui l’officiante è un tutt’uno col suo pubblico.
La messa laica si è riproposta ieri sera per un’ultima volta e il pubblico ha risposto entusiasta. Amen.

La photogallery della serata a cura di Andrea Giovannetti:

La scaletta del concerto di Padova:

1) Sono innocente ma…
2) Duro incontro
3) Deviazioni
4) L’uomo più semplice
5) Dannate nuvole
6) Quanti anni hai
7) Siamo soli
8) Credi davvero
9) Guai
10) Il blues della chitarra sola
11) Manifesto futurista della nuova umanità
12) Interludio 2015 + Rockstar
13) Nessun pericolo per te
14) E…
15) L’una per te
16) La noia
17) Quante volte
18) …Stupendo
19) C’è chi dice no
20) Sballi ravvicinati del 3° tipo
21) Rewind
22) Vivere
23) Come vorrei
24) Gli angeli
25) Medley (Delusa, T’immagini, Mi piaci perché, Gioca con me)
26) Sally
27) Siamo solo noi
28) Vita spericolata + Canzone (accenno)
29) Albachiara

 

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.