Cremonini al Collisioni: aneddoti e risate

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Foto: Riccardo Medana

E’ un Cesare Cremonini raggiante quello che si è presentato sul palco più importante del Festival Collisioni per ritirare il Premio Giovani, conferitogli da una giuria di ragazzi per premiare la sua vena cantautorale nella via tracciata da Lucio Battisti, Lucio Dalla e Francesco De Gregori.
Intervistato da Andrea Scarpa, svariati sono gli argomenti trattati da Cesare nel corso dell’incontro, tutti affrontati con allegria e ironia. E, proprio su questa scia, diversi sono gli aneddoti raccontati, veri momenti cult dell’intervista. Come quando un Cesare Cremonini 19enne fece ascoltare 50 Special alla sua commissione d’esame alla maturità, capendo subito che quel pezzo avrebbe avuto successo dato che perfino il suo professore di matematica batteva il piede a tempo: e lui in matematica avevo 4! Un altro ricordo legato alla scuola è quello dell’insegnante di filosofia, una delle persone importanti incrociate da Cesare nel corso della sua vita, anche se per sua stessa ammissione non è un uomo che ama affidarsi agli altri. Non a caso, come ha più volte dichiarato, la fase di scrittura delle canzoni per lui è un momento di isolamento totale.
Cesare poi parla della sua famiglia: del padre 92enne, medico in pensione, che ha da poco scoperto le e-mail o, come le chiama lui, le mele e che, da buon uomo di campagna, quando Cesare lo va a trovare gli mostra sempre gli alberi di prugne. Poi parla dell’amore: «Ho bisogno che le mie fidanzate mi ispirino canzoni. Ho lasciato una ragazza perché non mi faceva scrivere».
Cesare è infatti uno che ha deciso di sposare la musica, che dice di sentirsi completamente a suo agio solo quando si trova sopra il palco, di fronte al suo pubblico e vicino ai suoi musicisti. Il momento in cui finisce il concerto invece lo porta alla depressione più totale: costretto a cene da ospedale e ad alloggiare in alberghi isolati, quando invece gli piacerebbe far casino e ubriacarsi tutta la notte con la sua band. Ma grandi poteri comportano grandi responsabilità e Cremonini è uno che, quando lavora, mette sempre tutto l’impegno e la serietà necessari. Non a caso, quando Andrea Scarpa gli chiede «A quando gli stadi?», lui molto candidamente gli risponde che ha impiegato tanto tempo per conquistare i palazzetti dello sport e che ora se li vuole godere. Poi, quando e se sarà, gli stadi arriveranno. Come l’amore: quando meno te l’aspetti.
Ma Cesare, come tutti sapete, ha anche permesso all’Algida di utilizzare due sue canzoni, Logico#1 e Buon viaggio (Share the love) per i suoi spot televisivi: una cosa che l’ha riempito d’orgoglio. Il pallino gli era venuto ascoltando la musica di un film di Fellini per un Carosello e da allora ha voluto assolutamente fare lo stesso. Tra l’altro, non è certo un mistero l’amore che Cesare nutre per il cinema: il suo film preferito è 8 1/2 e due anni fa lo stesso cantautore bolognese è stato giurato di Soundtrack star, il premio conferito alla miglior colonna sonora della 70esima Mostra del Cinema di Venezia. E, ancora, diverse sono le pellicole in cui Cremonini ha recitato. Ma probabilmente in pochi sanno che qualche tempo fa gli fu proposto di impersonare in un film il Conte Dracula, probabilmente per la carnagione pallida e per le occhiaie, dice lui. Richiesta comunque gentilmente declinata.
Infine, Cesare parla del successo e dispensa qualche consiglio ai giovani che si avvicinano a questo mestiere: non pensare che il successo sia l’unico metro di misura del proprio valore e non cadere in depressione se non dovesse arrivare. Anche in quest’occasione c’è lo spazio per un aneddoto: un Cesare Cremonini bambino, in crociera con i suoi genitori e che al ristorante incontra gli Stadio. Si avvicina a Gaetano Curreri e gli chiede: «Cosa devo fare per diventare un cantante?». «Studiare» fu la sua risposta… la stessa che gli dava sempre sua madre. E allora quel bambino capì che era veramente quella l’unica strada percorribile, e si mise a studiare. Il successo arrivò velocemente e all’improvviso. Nel giro di pochissimo tempo si ritrovò con i Lùnapop primo nelle classifiche di vendita, circondato da cantanti blasonati che si chiedevano: «Ma chi cazzo è questo?». E oggi può festeggiare 15 anni di carriera in attesa di un altro lungo tour che completerà quel percorso iniziato due estati fa all’Arena di Verona e al termine del quale si prenderà una piccola pausa per rifiatare… e tornare ancora più forte di prima.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.