Niccolò Fabi incanta Barolo tra musica e parole

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Foto: Riccardo Medana

Quando Niccolò Fabi sale sul palco rosa del Festival Collisioni, l’emozione è doppia: vicino alla sua sedia, infatti, è ben visibile una chitarra, ed è facile immaginare quale sarà la sua funzione.
Nel corso dell’incontro, Niccolò ripercorre interamente la sua carriera, partendo da Capelli, canzone la cui prima versione era estremamente triste, parlando dell’emarginazione di questo personaggio, costretto a subire le prese in giro degli altri a causa di quella specie di medusa che si ritrovava sulla testa. Il repertorio dell’epoca di Fabi, per utilizzare un eufemismo, non era esattamente gioioso, così il suo discografico gli suggerì di comporre qualche canzone più allegra o riarrangiare quelle già scritte come, perché no, proprio Capelli. Detto fatto, Niccolò modificò gli accordi del pezzo, trasformandoli da minori a maggiori (e sentendo le due versioni eseguite per l’occasione vi assicuro che c’è una differenza abissale), si inventò un arrangiamento più ritmato… ed ecco la canzone che noi tutti conosciamo e, più generale, ecco l’inizio della storia del cantautore Niccolò Fabi. Certo, quello era solo l’inizio, e probabilmente, come ritiene lo stesso Niccolò, anche se non avesse ascoltato il consiglio del suo discografico sarebbe esattamente dove si trova ora, anche se forse avrebbe avuto un cammino diverso, più tortuoso.
Tre anni dopo arrivò una di quelle canzoni che valgono una carriera: Costruire. Uno di quei pezzi, a detta di Niccolò, imprescindibili nella scaletta dei suoi concerti, nonostante il pubblico di Fabi sia composto da persone che hanno sposato l’idea di un progetto, non affezionandosi ai singoli pezzi. Costruire la potremmo definire la canzone della consapevolezza, che gli ha fatto fare il salto di qualità dovuto alla sua volontà di spingersi oltre, osare di più.
Ma le canzoni non nascono mai da uno studio a tavolino. O, perlomeno, non all’inizio. All’inizio nascono sempre dall’esigenza di esprimere una propria emozione attraverso la musica, esigenza che tutti i cantautori, con il passare degli anni, perdono. Allora rimane la bella canzone, la cui bellezza è dovuta alla perizia tecnica del suo autore, ma manca quel qualcosa in più che ti spinge a innamorartene. E Niccolò del suo mestiere è proprio innamorato, tanto da aver deciso di intraprendere da solo una tournée nei locali di tutta Italia, occupandosi in prima persona dell’organizzazione e facendo pubblicità alle serate appena due ore prima dell’inizio di ciascun concerto.
Il finale dell’incontro è affidato, com’è giusto che sia, alla voce di Fabi e alla sua chitarra: Solo un uomo e tra il pubblico c’è solo spazio per tanti applausi.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.