Alberto Solfrini, Joey Ramone, John Taylor & il fattore Sliding Doors.

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Esiste una serie di desiderata per diventare una popstar? Ci sono requisiti imprescindibili per avere una chance?

Mmmhhh. Ai tempi dell’uscita del primo album dei Ramones, più di un esperto non solo italiano sentenziò: “Questi non se li fila nessuno, il cantante è troppo alto”. In effetti Joey Ramone lungo lo era parecchio, e impacciato anche. Chissenefrega di come erano le canzoni, i live e i dischi dei quattro non-fratelli del Queens: con quell’orrendo spilungone non c’erano speranze, secondo loro. Che oggi lacrimano all’ascolto di ‘The Miracle Of Joey’  di Bono & amici sospirando che sì, quelli erano tempi e quello sì che era un cantante –Joey Ramone, mica Bono, ovvio.

Flashback su un aneddoto che mi hanno raccontato per anni nell’ambiente musicale italiano che conta(va). Nel 1973 il compianto Alberto Solfrini era in lizza per sostituire Riccardo Fogli nei Pooh, lanciatosi nella carriera solista. Voci di corridoio riferiscono di un testa a testa tra Solfrini e Red Canzian, risoltosi a favore di quest’ultimo sulla scia di un episodio raccontato dagli immancabili benissimo informati. Secondo i quali la scelta sarebbe caduta su Canzian dopo una prova del gruppo con Solfrini come cantante: galeotte sarebbero state ‘Tanta voglia di lei’ e le parole del leggendario chorus. Alberto avrebbe infatti cantato “mi dispiace, debbo andare” invece di “mi dispiace, devo andare”, scambio di consonanti che Canzian non avrebbe attuato, fermando così la pallina della roulette sul Rosso. Vai a fidarti dei requisiti. L’aneddoto, ripetuto a mo’ di mantra nei decenni, se fosse vero getterebbe luci e ombre da ‘Sliding Doors’ su quello che poteva essere e non è stato. Ovviamente per Alberto Solfrini, che in seguito sarebbe beffardamente passato da un Red all’altro: dalla porta indirettamente chiusagli in faccia da Canzian nel 1973 a quella direttamente apertagli da Red Ronnie in tv in tante puntate del suo Roxy Bar  vent’anni dopo.

Alberto Solfrini è morto il 20 agosto 2007. Chissà perché, quando penso a lui mi torna in mente una frase di John Taylor dei Duran Duran ai tempi della massima gloria: “Magari non so quale basso sto suonando o se le corde sono buone o no, ma di sicuro conosco la griffe della camicia che ho addosso”.

Stupida è stupida, ma mai come due b al posto di una v.

 

 

 

SNAFUxxxxx 2

 

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Glezos
Ha scritto, parlato e tradotto qui e là (da Radio Popolare a Indiscreto, da Rolling Stone a GQ). Produttore artistico, autore, cantante e polistrumentista con Ufo Piemontesi, Francesco Baccini, Zucchero, Maurizio Vandelli e altri. Ha pubblicato i libri Punk alla carbonara e Alla ricerca del Vasco perduto. Glezos è il suo vero nome e non uno pseudonimo, ma non ci crede nessuno.