C’è una linea d’ombra tra l’età percepita e quella reale. I tempi non aiutano: fino a 20/30 anni fa, chiunque dopo i trent’anni era considerato prima maturo, poi vecchio – passati i quaranta – infine anziano – oltre i cinquanta. Oggi non ci sono più queste certezze, che sia un bene, un male, difficile dirlo. La linea d’ombra di cui sopra si allarga sempre più con effetti purtroppo spesso patetici (inutile diffondercisi, sono sotto gli occhi di tutti). C’è una commedia in sala che racconta molto bene questa sindrome e tenta di fare i conti con il tempo che passa. Si intitola Giovani si diventa, è diretta da Noah Baumbach, e tratta della generazione X, quella dei quarantenni. Ma proprio per quanto si è detto finora è spendibile per generazioni altre. E poiché giovani si diventa, forse, ma ridicoli di sicuro, ecco un breve decalogo di salvataggio.
1 Non è bello mollare gli amici di una vita – coetanei, ovvio – per frequentarne altri che hanno la metà degli anni. Lo fanno Josh e Cornelia (Stiller/Watts), i quarantenni di Baumbach, elettrizzati da spirito giovanilistico. Gli effetti, si vedrà , non sono poi così eclatanti.
2 E che cos’è tutto questo eccessivo utilizzo di tecnologia? Se lo chiede anche Josh, che confessa “finora ho vissuto benissimo senza tutta questa roba e adesso, a quarant’anni suonati devo mettermi a pensare al mio account Twitter”…Metabolizzare il nuovo che avanza forse non significa diventarne schiavi. La coppia di ventenni Jamie e Darby (Driver/Seyfried), in effetti, non se ne occupa affatto. Un giorno un’amica, parlando dell’ossessiva frequentazione dei social, ha paragonato i 40/50enni che ne sono vittime ad adolescenti di ritorno. Touché.
3 Senza entrare nella giungla dei cambi di look – se ne trovano ovunque di impensabili e improbabili – se Jamie mette il cappellino da hipster, lo è e basta. Se lo mette Josh è subito una caricatura. Anche se la moglie Cornelia glielo fa notare con tatto.
4 Di contro, non è consigliabile sottoporsi a lezioni di hip-hop con lo stesso ritmo di una ventenne…E Cornelia se ne accorge presto…
5 Come è meglio evitare estreme derive new age e dintorni. Josh e Cornelia, per seguire i due ventenni, partecipano a un rito sudamericano a base di allucinogeni chiamato Ayawasca, in altre parole una seduta di Visioni e Vomito: gli effetti sono disastrosi!
6 Al contrario, meglio non irrigidirsi su tendenze assolutiste che non portano da nessuna parte. Josh sta girando da dieci anni un documentario che probabilmente non concluderà mai, tanto lui è legato a un ideale di purezza e verità assoluta oggi davvero anacronistico.
7 Certo non è facile essere in una terra di mezzo, sospesi tra la necessità di restare al passo con i tempi e la consapevolezza che buona parte della vita è già  trascorsa.
8 E se anche frequentare dei giovani presenta inevitabilmente il conto degli anni, il confronto non deve infastidire, o peggio disturbare, come accade a Josh, regista vecchio stampo, con Jamie, più libero e disinvolto. La terra di mezzo, forse, richiede più flessibilità.
9 Perché entrare in competizione non è mai buona cosa: il rischio è di uscirne con le ossa rotte.
10 E alla fine, lo sguardo degli amici coetanei di Josh e Cornelia, ritrovati dopo la scorribanda giovanilistica, dice più di molte parole.

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Mariatilde Zilio
Nata a Bergamo, laureata in Filosofia, giornalista. Vive a Milano dove lavora (ad Amica, Rcs). Su Spettakolo.it non troverete mai un suo pezzo su Woody Allen: è di parte perché lo adora, anche nelle sue cose peggiori.