Santana fa ballare i diecimila dell’Arena di Verona

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Probabilmente Carlos Santana non avrebbe potuto scegliere modo migliore per festeggiare i suoi 68 anni, suonando in una delle location più belle e suggestive del mondo, davanti ad una folla in visibilio, che lo porta a dire “what a beautiful view”. Ed effettivamente la vista di cui il chitarrista americano ha potuto godere dal palco è stata di quelle speciali: non capita certo tutti i giorni di vedere tutta l’Arena di Verona in piedi a ballare.
L’inizio è affidato ad un video del leggendario concerto di Woodstock del 1968, e si parte subito con Soul sacrifice, eseguita per la prima volta proprio su quel palco e che lanciò Santana a livello planetario senza nemmeno aver inciso un album. Dagli esordi si passa a Saideira, estratta dall’ultimo album Corazòn, seguita da Love makes the world go ‘round e Freedom in your mind. Tutti si muovono nei seggiolini, seguono il ritmo, ma nessuno vuole essere la pietra dello scandalo, alzarsi per primo e lasciarsi andare, così quando dal palco arriva un “everybody stand up” è una sorta di liberazione: diecimila persone si alzano all’unisono e iniziano a ballare, quasi non aspettassero altro.
Il primo momento “lento” arriva dopo mezz’ora con Maria Maria, brano che nel 1999 ha rilanciato la carriera di Santana a livello planetario insieme all’album Supernatural, ma si riparte subito coi ritmi latini di Foo foo e Corazòn espinado.
Siccome c’è anche da festeggiare un compleanno, bisogna prendersi una piccola pausa, ed ecco che sul maxischermo appare la moglie di Carlos, la batterista Cindy Blackman, che con un videomessaggio dagli Stati Uniti si cimenta nella classica Happy birthday to you, seguita in coro da tutta l’Arena, mentre sul palco arriva anche una torta.
Finito il tempo delle celebrazioni si riparte subito con due pezzi da novanta come Jin-go-lo-ba ed Evil Ways, seguite da A love supreme, tributo a John Coltrane, e A place with no name, brano di Michael Jackson rimasto inedito fino allo scorso anno.
L’atmosfera si fa intima, le luci si abbassano, si spegne anche il maxischermo ed arriva una vera e propria sorpresa: una lunghissima versione di Samba pa ti, brano che raramente ha fatto parte della scaletta di questo tour, ma che il chitarrista ha voluto regalare ad una splendida cornice come quella dell’Arena, per oltre otto minuti di emozioni intense.
Si torna a ballare con Chill out (Sacalo), versione in spagnolo di un brano inciso con John Lee Hooker nel 1995, e con Tequila, storico pezzo dei The Champs, per chiudere la prima parte di concerto con Smooth, altra hit da Supernatural.
Ovviamente non è finita qua, il pubblico sa che mancano ancora alcuni brani immancabili, acclama a gran voce il ritorno della band sul palco e allora si chiude alla grande con i pezzi forti dell’album Abraxas del 1970: Black magic woman, Gypsy queen e Oye como va, per arrivare al gran finale con Toussaint l’overture.
Due ore e un quarto di grande musica, di ritmi latini, di groove eccelso e di delizia per le orecchie, per un concerto che resterà memorabile, e la canzone che viene diffusa dagli altoparlanti mentre l’Arena si svuota rende perfettamente l’idea: What a wonderful world

La band: Pepe Jimenez (batteria), Paoli Mejias (congas), Karl Perazzo (timbales), Benny Rietveld (basso), Tommy Anthony (chitarra ritmica), David K. Mathews (tastiere), Bill Ortiz (tromba), Jeff Cressman (trombone), Tony Lindsay (vocalist), Andy Vargas (vocalist).

Questa la scaletta:
Woodstock intro (video)
1. Soul sacrifice
2. Saideira
3. Love makes the world go ‘round
4. Freedom in your mind
5. Maria Maria
6. Foo foo
7. Corazòn espinado
8. Jin-go-lo-ba
9. Evil ways
10. A love supreme
11. A place with no name
12. Samba pa ti
13. Chill out (Sacalo)
14. Tequila
15. Smooth

16. Lamento / Black magic woman / Gypsy queen
17. Oye como va
18. Toussaint l’overture

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".