Fuochi d’artificio in pieno giorno. Guardateli…

Un noir cinese tra produzione e distruzione, surreale fin dal titolo

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Fuochi d’artificio in pieno giorno
di Yinan Diao
con Liao Fan, Lun Mei GWEI, Xuebing Wang, Jingchun Wang, Yu Ai Lei.
Voto 8-

Nel nord della Cina, nel 1999, un assassino “distribuisce” i pezzi delle sue vittime nel territorio su vagoni di carbone. Produzione e distruzione in una sintesi che agghiaccia, ma fa ridere… Il detective che indaga, Zhang,  ha già problemi sentimentali, poi incappa in un arresto banale che si trasforma in una strage e alcuni anni dopo lo ritroviamo sfatto, alcolizzato e deluso a fare l’addetto alla sicurezza. Gli ex colleghi della polizia lo richiamano perché un altro assassino distribuisce pezzi delle sue vittime lanciandoli dai ponti sui treni. E l’indagine riprende, sempre ai limiti dell’assurdo, dell’angoscioso e del comico, sulla pista di un pattinatore che sfiora quella di una tintoria. Questo film ha due titoli ugualmente pertinenti e surreali: l’originale Bai Ri Yan Huo a Berlino 2014 (dove vinse l’Orso d’oro il film e un orso d’argento l’attore) venne tradotto Black Coal Thin Ice  (“Carbone nero, ghiaccio sottile”) e da noi esce come Fuochi  d’artificio in pieno giorno, che sembra voler sottolineare un fallimento esistenziale. Ebbene, il film è davvero un’indagine stranissima tra carbone nero e ghiaccio sottile, ma si conclude in un locale che si chiama proprio Fuochi d’artificio in pieno giorno, che è (una volta tanto) la traduzione dal cinese di Bai Ri Yan Huo. Il regista, mentre lo completava in dieci anni (e si vedono), nel mezzo ha girato altri due film. È un’esperienza ipnotica…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori