Music Birthday… sulle rapide

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“Happy birthday to you… happy birthday to you… happy birthday… to Massimo… happy birthday to you”… Era il giorno del mio compleanno ed era stata una giornata molto avventurosa, ma ora ero  rilassato e, soprattutto, commosso,  mentre George Michael, Gloria Estefan, Ivana Spagna, Cyndi Lauper ed altri amici mi stavano dedicando la classica canzone celebrativa.

Questa storia l’ho narrata così tante volte che la mia compagna, che è anche mia moglie, quando intuisce che sto per rifarlo… alza gli occhi al cielo e si allontana.

Ero arrivato da pochi giorni a Vancouver, British Columbia, Canada. Un viaggio fantastico con rotta sopra i ghiacci della Groenlandia. Una settimana di riunioni e spettacoli musicali per il meeting mondiale della CBS.

Qualche giorno prima di partire mi era arrivato un modulo, con il quale potevo scegliere come trascorrere il “day off” della settimana canadese. La scelta era: 1-giocare a tennis, 2-stare a bordo piscina a consumare cocktail, 3-discesa delle rapide. Immediatamente, avevo fatto una bella crocetta sulla seconda proposta e rispedito il modulo. Tra l’altro il day off cadeva proprio il 9 luglio, il giorno del mio compleanno; cosa c’era di meglio che trascorrerlo in relax  sul bordo di una piscina dall’altra parte del mondo?

Vancouver l’ho trovata stupenda, una quieta ed elegante città tra boschi e mare. Anni dopo, ritornandoci, avrei avuto conferma della bellezza di questa regione, tra ricchezze naturali ed un indomabile oceano.

vancouver panoramica

Tra incontri, riunioni e concerti, tra cui uno spettacolare con i Miami Sound Machine di Gloria Estefan, stavano trascorrendo i giorni del meeting. Il 9 luglio, alle sei del mattino, sentii bussare alla porta della mia stanza. Pensai: -“Qualcuno che ha così fretta di farmi gli auguri?”. Avendo fatto molto tardi la notte, era l’unico pensiero, con un po’ di logica, che mi fosse venuto in mente. Con un po’ di fatica mi alzai e andai ad aprire. Un buffo personaggio mi consegnò un pacco: -“Questo è il kit di salvataggio che dovrai tenere con te per tutto il giorno. Ci vediamo tra mezz’ora nella hall, l’aereo partirà tra un’ora”.

Pensai ad uno scherzo, ed uno scherzo lo era stato veramente… ma non si poteva più rinunciare. Qualcuno aveva cambiato la mia scelta, spostandola dalla seconda alla terza opzione: discesa delle rapide! Appurato nel giro di pochi minuti questo “incidente”, in altrettanti pochi minuti, ero pronto.

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Un minuscolo idrovolante ci attendeva nella baia di Vancouver. A salirci eravamo in cinque, compreso il pilota. Il piccolo aereo scivolò sull’acqua prima di alzarsi in volo, direzione le Whistler Mountains, a nord di Vancouver. Dopo circa un’ora di volo, in fase di atterraggio, o meglio “allagaggio”, visto che stavamo per scendere sullo specchio d’acqua di un lago tra i boschi, il piccolo veivolo riprese quota per evitare i tronchi d’albero che stavano giungendo dal fiume. Dopo poco, finalmente, misi i piedi a terra in un piccolo villaggio sulla sponda del lago. Chiesero, sia a me che agli altri tre componenti la spedizione, di porre una firma su di un librone. Lessi per curiosità: “Nessuno si prende alcuna responsabilità per la prevista discesa lungo il fiume… etc.”. Tutto ciò mi creò un po’ di agitazione, ma mascheravo bene. Che bello sarebbe stato trovarmi sulla sponda della piscina, tranquillo, senza correre alcun rischio…

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Salimmo su un van che iniziò il suo percorso tra boschi e strade spoglie. Lungo il tragitto attraversammo dei villaggi della riserva indiana: qualche tenda e soprattutto roulotte argentate con antenne della televisione e cani ossuti che vagabondavano, tristi e rassegnati, alla ricerca di cibo. La civiltà consumistica aveva ridotto all’osso anche l’orgoglio dei nativi.

La ragazza accanto al conducente, si girò  verso di noi e ci disse: – “Voi siete esperti di musica, ma oggi vivrete un altro tipo di emozione. Stiamo raggiungendo il luogo da cui partirete per il rafting. Sulla canoa sarete voi quattro con al centro l’istruttore” – e indicò l’uomo alla guida del van – “La discesa durerà circa due ore con una breve pausa a metà percorso….” – e andò avanti con una serie di dettagliate istruzioni su quanto stavamo per fare, fino a quando io la interruppi: – “Ho capito solo una cosa, sulla mia lapide potrete scrivere: Massimo Bonelli nato e morto il 9 luglio”.

Arrivati nel luogo da cui saremmo partiti, indossammo le mute, lasciando i vestiti sul van. Per un attimo pensai che non li avrei più rivisti. Prima di salire sulla canoa, la ragazza ci diede dei remi dotati di un gancio per potersi aggrappare ad un ramo, o ad una sporgenza, qualora fossimo finiti in acqua. Dovevamo stare due davanti, due dietro e l’istruttore al centro. La fortuna mi assegnò il posto frontale, insomma, dove prendi tutta l’acqua sollevata dalla discesa della canoa.

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Iniziò la discesa sulle rapide. Facevo fatica a respirare per i getti d’acqua che mi arrivavano in faccia. Talvolta roteavamo intorno alle rocce, altre volte dovevamo chinarci per evitare lunghi rami che si sporgevano dalla riva. Ma il peggio doveva ancora arrivare… la cascata. In realtà era un dislivello di un metro, ma a me erano sembrate le cascate del Niagara. Il contraccolpo fu spietato e venni quasi sbalzato fuori dalla canoa. L’istruttore,al centro, urlava i comandi, ma io ero totalmente in panico e facevo esattamente il contrario.

L’acqua era ovunque, sopra e sotto di me. Il fiume aveva capito la nostra fragilità ed era particolarmente ostile. Spuntavano rocce ovunque, andavamo a sbattere a destra e a sinistra. I comandi venivano superati dalle nostre urla. Era anarchia totale. La canoa avanzava solo per la forza della corrente. Finalmente una breve pausa, nella parte più calma del torrente. Ci guardammo negli occhi con aria tragicamente divertita e ridicolmente spaventata. Non ci fu il tempo neppure per un addio… ripartimmo nello slancio della corrente impetuosa. L’istruttore, oltre ad urlare, doveva, con un secchio, svuotare la canoa dall’acqua che vi entrava. Spesso le secchiate me le prendevo in faccia, ma era tale il volume di quella che mi arrivava direttamente dal torrente, che nemmeno me ne accorgevo.

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Mi venne in mente il racconto di Hemingway “Il vecchio e il mare”, la lotta di Santiago con il marlin nelle acque tumultuose. Mi sentivo un po’ come lui. Abbandonate le difese contro le onde che mi annegavano, lottavo esclusivamente per non essere sbalzato fuori dalla canoa. Furono due ore di lotta contro un nemico aggressivo e potente. Alla fine ero sopravvissuto. Mi sentivo un eroe. Avevo terra ovunque, nelle narici, nelle orecchie, negli occhi, sotto le unghie, dappertutto. Ma ero innegabilmente soddisfatto di aver superato la prova.

Tornato in hotel, dopo una interminabile doccia calda e rigenerante, mi preparai per la serata. I colleghi e gli artisti della CBS Records mi avevano preparato una sorpresa: una cena in onore del mio compleanno. Erano presenti i massimi dirigenti della casa discografica americana, quelli dei vari paesi europei e molti artisti tra i quali: Gloria Estefan con il marito Emilio, la mia amica Cyndi Lauper, George Michael, che iniziava una carriera da solista, e l’italiana Ivana Spagna, una mia artista che in quel momento era al top di tutte le classifiche europee. Nella hit inglese era seconda solo a Michael Jackson. Nessuno dei presenti sapeva dell’avventura che avevo appena affrontato , solo io mi sentivo un po’ diverso, più fiero di me stesso.

All’arrivo della torta, si alzarono tutti in peidi per cantare “Happy birthday to you… happy birthday to you…” li avessi filmati, oggi avrei un documento simile a “We are the World”…  cosa potevo desiderare di più. Li ringraziai: – “Per un banale scherzo potevate festeggiare la mia dipartita, avreste dovuto cambiare canzone, invece sono qui a sentire i vostri meravigliosi auguri cantati. Al rafting preferisco la musica, quindi grazie”.

A Vancouver ci tornai anche qualche anno più tardi… ma, credetemi, non sono mai più sceso con una canoa lungo le rapide. Auguri. Buone vacanze.

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.