Cristiano de André e Mauro Pagani live a Roma nel segno di Faber

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Foto: Andrea Giovannetti

Domenica sera, nella splendida cornice del laghetto di Villa Ada, all’interno della rassegna Roma incontra il mondo, Cristiano de André ha portato nella Capitale il suo tour Acustica, accompagnato da Osvaldo Di Dio alla chitarra, Davide Pezzin al basso e Davide Devito alla batteria.
L’inizio è affidato ad alcuni brani tratti dal repertorio solista di Cristiano, Nel bene e nel male, Credici, Il cielo è vuoto e Disegni nel vento, poi è la volta di un primo set di canzoni di Faber, ognuna presentata da ricordi di bambino vissuti in prima persona dall’ormai cinquantaduenne cantautore, e allora ecco Se ti tagliassero a pezzetti, Nella mia ora di libertà, ma soprattutto Verranno a chiederti del nostro amore, introdotta col racconto dell’emozione del primo ascolto, alle cinque del mattino, spiando dalla stanza accanto papà Fabrizio che la suonava per sua madre Puny, con le lacrime che rigavano le guance di lei.
E durante tutta la serata di aneddoti ne verranno snocciolati molti, d’altronde aver assistito alla nascita delle canzoni del più grande cantautore italiano è sicuramente una storia che vale la pena raccontare e tramandare.
Si continua con un altro brano di Cristiano, Lady barcollando, per poi tornare ai Faber con un medley composto da Andrea e La cattiva strada, seguito da Un giudice. Invisibili, vincitrice del premio della critica al Festival di Sanremo del 2014, ci porta al momento clou della serata.
E’ il momento dell’ospite annunciato, e della parte probabilmente più emozionante dello spettacolo. Sale sul palco Mauro Pagani, e dopo aver presentato Davvero davvero, dal suo album solista Passa la bellezza del 1991, che vedeva la partecipazione anche di De André senior, inizia il racconto della nascita di quello che è unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori della world music e che, nonostante fosse cantato completamente in dialetto genovese, è riuscito a vincere il premio come miglior album italiano degli anni ’80 e ad essere considerato tuttora uno dei dischi più belli della storia della musica italiana, raro caso discografico ad aver raccolto i favori sia del pubblico che della critica. Stiamo parlando ovviamente di Crêuza de mä, anno di grazia 1984. E allora, prima da solo, e poi in duetto con Cristiano, ecco che Pagani, anima musicale di quel progetto, propone Sinàn Capudàn Pascià, Mégu megún (tratto da Le nuvole, del 1990), Crêuza de mä e  duménega.
La prima parte di concerto si chiude con Il vento porterà, cover di Le vent nous portera dei Noir Désir, ma il pubblico richiama a gran voce sul palco Cristiano e la band, che intona Ingenuo e romantico, seguita da Notti di Genova e Bocca di Rosa. Gran finale sul ritmo forsennato di Zirichiltaggia, e tutti in piedi ad applaudire, tanto che costringono il cantautore ad un ennesimo, ultimo bis: sulle note di uno dei più grandi capolavori di Fabrizio, La canzone dell’amore perduto, si chiude la serata.
Dopo aver fatto pace col repertorio del padre, celebrato col tour De André canta De André e la pubblicazione di due live, Cristiano riesce a mescolare quel repertorio col il suo, e nonostante il peso dell’eredità e del cognome costituiscano un macigno non indifferente, lui riesce a destreggiarsi con abilità mescolando la sua arte con quella di Faber, e dando anche dimostrazione della sua ecletticità come musicista, alle prese con chitarra, pianoforte, buzouki e violino, dimostrando, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di non essere solamente “il figlio di Fabrizio”.

Qui sotto la fotogallery e più in basso la scaletta del concerto.


Questa la scaletta della serata:
1. Nel bene e nel male
2. Credici
3. Il cielo è vuoto
4. Disegni nel vento
5. Se ti tagliassero a pezzetti
6. Nella mia ora di libertà
7. Verranno a chiederti del nostro amore
8. Lady barcollando
9. Andrea
10. La cattiva strada
11. Un giudice
12. Invisibili
13. Davvero davvero (solo Mauro Pagani)
14. Sinàn capudàn pascià (Mauro Pagani & band)
15. Mégu megún (con Mauro Pagani)
16. Crêuza de mä (con Mauro Pagani)
17. Â duménega (con Mauro Pagani)
18. Il vento soffierà

19. Ingenuo e romantico
20. Notti di Genova
21. Bocca di rosa
22. Zirichiltaggia

23. La canzone dell’amore perduto

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".